Le abitudini sono fatte per essere cambiate, rivoluzionate, guardate sotto nuovi punti di vista.
Non credo in quelle eterne che non mutano mai, non credo in una routine sempre identica a sé stessa che non dia spazio al nuovo.

Tutti noi abbiamo abitudini che rischiano di restare stabili e invariate se non impariamo a smuovere la nostra visione delle cose.

Anche quelle buone, sì, perché per come la vedo io se portate avanti in maniera meccanica perdono il loro potere.

Io ad esempio è da quando vado al liceo che tutte le mattine mi sveglio, bevo un mezzo limone spremuto allungato con l’acqua tiepida e poi faccio qualche esercizio di stretching e yoga. Benissimo, direte voi, che sano e positivo modo per cominciare la giornata.
Certo, dico io, ma vi assicuro che se di tanto in tanto non introducessi qualche piccola modifica, i miei rituali mattutini finirebbero per diventare un po’ sterili.
Taglia il limone, spremilo, versaci sopra l’acqua, bevi. Stendi il tappetino, stira i muscoli, mantieni le posizioni yoga respirando bene, chiudi il tappetino, fine.

Il loro intrinseco potere depurativo ed energizzante si disperderebbe nella noia della ripetizione e io mi dimenticherei del perché lo sto facendo.

Dopo aver sperimentato questa sensazione, ho scelto di concedermi la possibilità di dare una piccola svolta ai miei gesti abitudinari ogni volta che ne sento il bisogno.
Che sia usare ogni giorno un bicchiere diverso dove bere la mia spremuta di limone, introdurre un nuovo esercizio alla mia sessione di risveglio muscolare o semplicemente guardare la mia routine da una nuova prospettiva, vi posso assicurare che cambia tutto e che la forza positiva dei gesti viene amplificata. Provare per credere, dico davvero.

Per quanto riguarda le cattive abitudini, invece, il discorso è leggermente diverso.
Sono carismatiche, forti, difficilissime da abbandonare.
Fumare sigarette, fare colazione al bar tutte le mattine, bere infiniti cocktail il weekend, usare sempre l’automobile anche per fare poche centinaia di metri…
La lista di pessime abitudini dalla quale possiamo attingere è lunghissima.

La soluzione è però simile a quella usata per quelle buone: trasformarle, solo dopo averle analizzate.
Soffermiamoci a pensare, chiediamoci se davvero ci piaccia tanto fumare la sigaretta dopo il caffè, se abbiamo sul serio voglia di una colazione così poco personale e sana, se non possiamo ridurre i cocktail a due, se non sarebbe più bello fare quattro passi anziché tirare fuori l’auto dal garage.
Potremmo renderci conto che senza sigaretta mettiamo in moto il cervello più in fretta, che preparare pane tostato con marmellata a casa ci fa tornare un po’ bambini, che bevendo meno abbiamo risparmiato soldi e salute, che guidando non avevamo mai notato quanto fosse bello il profilo dei palazzi contro il cielo.

Concludendo e riassumendo, credo che ogni abitudine dovrebbe restare tale solo finché ci fa del bene, ci rigenera e ha un suo vero significato e un suo vero ruolo.

Appena perde di senso o ci impedisce di migliorarci, bisogna rimboccarsi le maniche e ribaltarla.

Voi cosa ne pensate? Ogni pensiero, suggerimento o interrogativo è accettato a braccia aperte!

(Ph Sara Ottavia Carolei/Style Behind)

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