Il lo amo moltissimo, da sempre. Come bevanda, come rituale, come momento di condivisione e intimità.
Mi piace telefonare alle amiche e invitarle a bere un , mi piace conoscerne nuove varietà anche se alla fine resto sempre innamorata dei miei gusti preferiti: il tè nero alla vaniglia, alla violetta o all’arancia e cannella, mi piace averne sempre una tazza fumante a fianco mentre lavoro, mi piace scoprire come lo bevono negli altri paesi e mi piace collezionare tazze per ogni qualità e ogni fase dell’umore.

L’anno scorso, se vi ricordate, avevo chiesto alla mia amica giornalista marocchina Mariem Tabih di darmi la sua ricetta di famiglia del tè verde alla menta (la trovate qui in lingua inglese). In un altro articolo invece vi avevo dato alcuni miei personali suggerimenti per organizzare un piccolo Tea Party.

Oggi quello che voglio fare è approfondirne insieme la storia, gli usi e svelarne i segreti di preparazione.

Ecco dieci cose che non potete non sapere se siete assidui bevitori di tè.

1. Il è una bevanda che si prepara per infusione delle foglie della pianta Camellia sinensis (comunemente detta pianta del tè), coltivata prevalentemente in Cina, India, Sri Lanka, Giappone e in Kenya.

2. Ne esistono otto varietà prevalenti.
Il tè nero, che è anche il più diffuso, nasce dalla macerazione, essiccazione e conseguente ossidazione delle foglie di tè.
Il tè bianco viene preparato raccogliendo i germogli e le foglie che vengono fatti essiccare senza fermentazione.
Il tè blu (o Oolong), un tè le cui foglie vengono semiossidate, che contengono meno teina rispetto al tè nero.
Il tè verde è un tipo di tè ottenuto dall’uso delle foglie che non subiscono un processo di ossidazione.
Il tè matcha, è una pregiata qualità di tè verde lavorato finemente e macinato in modo da ottenerne una finissima polvere.
Il tè giallo, una sotto varietà di tè verde sottoposto a una fermentazione post-enzimatica che ne conserva le proprietà benefiche naturali.
Il tè Puer è un tè originario della regione cinese le cui foglie subiscono una fermentazione microbica e che spesso viene compresso e venduto a piccoli “blocchi”.
Il tè rosso (o Rooibos), viene da una pianta sudafricana ed è pieno di vitamina C, ma non contiene teina (per questa ragione c’è ancora molta indecisione sulla sua appartenenza o meno al mondo dei tè).
Il cosiddetto tè aromatizzato, ovvero il tè comunemente nero preparato aggiungendo spezie, fiori e frutta essiccati o bacche.

3. Il oltre a contenere teofillina che ha proprietà stimolanti e anti-infiammatorie che aiutano i bronchi, il cuore e stimolano il sistema nervoso centrale, contiene anche componenti polifenolici e tannini dalle proprietà astringenti, antisettiche e disinfettanti e i flavonoidi alleati contro i radicali liberi, il colesterolo e utili nella prevenzione dei tumori.

4. Come bevanda fece la sua comparsa in Europa a partire dalla seconda metà del 1600, divenendo uno dei simboli della cultura del Regno Unito che fu il primo paese ad avere le sue proprie piantagioni nelle allora colonie indiane. Oltre che nel Regno Unito, viene consumato in grandi quantità anche in Marocco e in Russia.

5. Per preparare un buon tè è essenziale che l’acqua usata sia di qualità (se potete, minerale) e che non venga riscaldata più volte per evitare che perda ossigeno.

6. Ogni tè richiede una diversa temperatura di infusione che solitamente è indicata sulla confezione. Per il tè nero e il tè aromatizzato ad esempio si aggira intorno ai 95/100° (fase di pre-ebollizione dell’acqua), mentre per il tè verde bisogna attendere l’ebollizione e poi successivamente 2/3 minuti affinché l’acqua si raffreddi un po’ prima dell’infusione.

7. Come quantità solitamente si usano due grammi di tè per tazza (il contenuto medio di una bustina), ma anche qui dipende dalle varietà.

8. La teiera nella quale mettere in infusione le foglie o le bustine di deve essere in ceramica, porcellana o argento. Va lavata con acqua bollente e bicarbonato e mai con detersivo (e soprattutto mai in lavastoviglie).

9. Anche per i tempi di infusione ciascun ha le sue necessità, ma superare gli 8/10 minuti è sempre sconsigliato per via del sapore troppo amaro che assumerebbe.
Prima di servirlo va filtrato se in foglie o vanno tolte le bustine.

10. Berlo al naturale sarebbe sempre la scelta migliore, ma per qualcuno potrebbe risultare troppo forte. Per addolcirlo lo zucchero è sconsigliato perché ne altera il sapore, così come il miele (ma io ammetto che non posso fare a meno di zuccherare il mio tè nero classico del mattino o di riempire di miele quello aromatizzato alla vaniglia). Ad ogni modo il tocco finale resta a discrezione di chi lo beve: un poco di latte (mai caldo), qualche goccia di limone o una fettina, zucchero bianco, di canna, moscovado, miele…

Il è un piccolo piacere che va gustato come più mette felicità! 🙂

PS
: Sinceramente io non sempre ho tempo di seguire tutti questi passaggi alla lettera (basti vedere la foto di copertina, ho già fatto l’errore di mettere la bustina direttamente nella tazza!)
Per il resto, cerco di attenermi ai suggerimenti il più fedelmente possibile per ottenere un degno di essere chiamato tale. ❤

(Ph Sara Ottavia Carolei/Style Behind)

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...