Il Natale è il momento dell’anno in cui liberare il nostro fanciullino interiore.
Tutti ne possediamo uno, anche se pensiamo che la vita con i suoi urti ce l’abbia spazzato via, lui si è al massimo ammaccato e rannicchiato, ma c’è.

“Eh ma sai, a me il Natale mette tristezza.” È capitato a tutti di aver detto o sentito questa frase, i motivi possono essere mille.
Seri o meno seri, non classifichiamoli, perché tristezza e dolore non conoscono classifiche.

Io sono una Natale-addicted da tutti i punti di vista.
Dal cibo alle decorazioni, dai profumi ai colori, dai gesti alle tradizioni, dai sapori alla ricerca del regalo perfetto per le persone a cui tengo davvero.
Perché Natale è una buona occasione per ricordarci che volere bene agli altri fa bene a noi in primis e che permettere di lasciarci attraversare dalle emozioni, una volta all’anno almeno, possiamo concedercelo.

Quello che spesso frega nel periodo natalizio sono i ricordi, che arrivano e sembrano amplificati.
Li definirei ricordi in 3D, che ci fanno sentire la mancanza di qualcuno, di qualcosa, di un gesto e ci lacerano dentro.
Quando succede, decidiamo di chiudere le porte al Natale e di trasformarci nei peggiori dei Grinch!
Ma che cosa succede a questi ricordi? Si fanno meno dolorosi, nascondendoli?

Nel 90% dei casi mi azzardo a dire che no, non si fanno meno dolorosi.
Al contrario, si mischiano ad un emozione ancora più brutta, forse la peggiore: la rabbia. E a quel punto siamo spacciati.

La verità è che i ricordi non possiamo cancellarli e per fortuna, perché se esiste un ricordo doloroso vuol dire che abbiamo provato un sentimento forte e questo è il più grande dono che potessimo ricevere.

Non sprechiamo quindi tante energie cercando di scappare dal Natale.
Tanto lui ci troverà, perciò sediamoci davanti allo specchio e lasciamo che i ricordi ci attraversino.
Lasciamoli fare, scaviamo un po’ e andiamo a ripescare quell’incartocciato fanciullino interiore e chiediamo a lui di guidarci nell’arte delle piccole cose.

Prendiamo un caffè con una persona che non riusciamo mai a vedere, compriamo un regalo per qualcuno che amiamo o per noi stessi, andiamo in un negozio di giocattoli e respiriamo l’euforia dei bimbi, ma soprattutto facciamoci una bella cioccolata calda, prendiamo carta e penna e scriviamo la nostra letterina a Babbo Natale.

Io la mia la inizio sempre così: Caro Babbo Natale, come prima cosa anche quest’anno ti chiedo di non portarmi via niente, ma soprattutto nessuno… 

Buon Natale a tutti, guardate il ritmo delle lucine e sintonizzate il vostro cuore.

Anita Pallara

One thought on “Esplorando la mente con Anita P.: Come amare il Natale nonostante le intermittenze emotive

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