Siamo abituati a immaginare la cena di Natale come un evento organizzato con largo anticipo, un appuntamento annuale fatto di tradizioni consolidate e preparazioni culinarie curate nei minimi dettagli.

Ci sono però situazioni e momenti che potrebbero minarne l’essenza e rendere impossibile il suo normale svolgimento.
Il mio primo Natale a Parigi ne è un ottimo esempio.

Avevo da poco cambiato la seconda casa in poco più di tre mesi e vivevo in un mondo sospeso fatto di scatoloni, valigie piene di libri e burocrazia francese.
Non conoscevo il quartiere, non riuscivo a gestire le piastre da cucina dell’anteguerra del mio appartamento provvisorio e nemmeno a capire in quale bizzarro modo funzionasse la caldaia.

Avevo esami da preparare per il master, articoli da scrivere e una casa definitiva da cercare.
Figuriamoci se potevo concentrarmi anche sul Natale.

Per fortuna mia madre arrivò la mattina della vigilia piena di buoni propositi e idee per celebrare quel primo Natale fuori casa, in terra straniera.

Comprammo un albero e lo decorammo ascoltando le migliori/peggiori canzoni di Natale anni ’80 e ’90.
Venne fuori così sbilenco e scalcagnato che pensammo di proporlo al Centre Pompidou come installazione di arte contemporanea di denuncia contro il consumismo natalizio.

Scoprimmo che proprio dietro casa avevo un mercato meraviglioso, di quelli con il soffitto altissimo fatto di travi di ferro dipinte di verde e banchetti così perfetti da sembrare finti.
Ci informammo su cosa mangiavano i francesi la notte di Natale e sperimentammo le loro abitudini con entusiasmo, nonostante almeno due o tre piatti li avrei volentieri ceduti a Smilla (vedi terrine de lapin).

La sera del 25 stesso sbarcarono anche mia zia e mia cugina.

Non le scorderò mai, fuori della Gare du Nord con una luce spettrale nell’aria bardate fino al collo, ma elegantissime.

In valigia, tortellini e spazio extra per lo shopping parigino (vi ricorda qualcosa?).

Mia madre preparò il brodo nella cucina soffocante del mio appartamento temporaneo (ancora ci chiediamo come sia riuscita a far funzionare quelle dannate piastre) e mangiammo sedute attorno a un tavolo che non ci conosceva, in una casa che non apparteneva a nessuna di noi, in una città che quasi non sapeva della nostra esistenza.

Così festeggiammo una seconda volta, con una seconda cena che sostituiva il classico pranzo natalizio.

Fu magico, irripetibile, bellissimo.

Tutto questo per dire che in qualunque situazione vi troviate (anche emotiva), non c’è nessuna ragione per non festeggiare il Natale.

Qui di seguito alcune idee e consigli per una cena di Natale last minute felice e calda, da sfruttare ovunque e con chiunque vi troviate.

Anche da soli in Nicaragua o in missione su Marte.

Pensate a come rendere l’ambiente il più accogliente possibile.
L’albero di Natale in realtà non è fondamentale (lo so che vorreste tanto avere quello fatto da me e mia mamma con la collaborazione degli Wham, ma purtroppo adesso è al MoMa). Basteranno un filo di lucine da attaccare alla corrente, qualcosa che raffiguri il Natale e una bella playlist per creare un’atmosfera di base.
Io aggiungerei anche qualche bella candela bianca, rossa, verde o oro.

Inventatevi un menù facile e veloce, con ingredienti che si possano reperire in tutti gli angoli della terra.
Vista la tradizione di mangiare pesce, suggerirei un antipasto di crostini con burro caldo, caviale e erba cipollina, un primo con il salmone e come secondo gamberoni scottati e sfumati con il cognac.
Il vino ovviamente non può mancare. Una bottiglia di prosecco la trovate anche in Siberia, quindi niente scuse.
Il Natale e le bollicine sono inscindibili.

– Scegliete di circondarvi esclusivamente di persone che per voi siano davvero, davvero essenziali.
E se mai vi dovesse capitare di passarlo da soli, non disperate e non sentitevi i protagonisti di un romanzo di Dickens.
Il mondo non si è dimenticato di voi. Approfittatene per sentire tutto lo spirito natalizio come da bambini, preparatevi una bella cena e passate la serata a guardare film, leggere libri e racconti a tema.
Fate in modo che sia indimenticabile, invece di mettervi a sguazzare in un mare di malinconia e vittimismo melodrammatici.

Fermate tutto il resto, davvero tutto.
Qualsiasi cosa stia accadendo nella vostra vita che vi abbia portati a celebrare il Natale last minute, mettetela in pausa.
La notte del 24 è fatta per la magia, per i desideri più teneri, per le piccole cose belle.
Niente e nessuno potrà rovinarla.

Voi che ne pensate? Vi è mai capitato di dover organizzare una cena di Natale last minute o di passarla da soli?
Raccontatemi la vostra storia nei commenti qui sotto!

One thought on “Idee e consigli per una cena di Natale last minute

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...