La scrittura ha in sé un potere incredibile, liberatorio e illuminante.
La mia professoressa di composizione e storytelling alla scuola di giornalismo di Parigi una volta disse che la scrittura non è altro che un gesto spontaneo e vivo che lega il corpo allo spirito, il pensiero alla parola.

Questa definizione mi è rimasta attaccata addosso, l’ho respirata più volte durante lunghe maratone di scrittura, l’ho visualizzata chiaramente nei momenti in cui il mio semplice diario personale si è rivelato il migliore amico che potessi avere, mi ci sono aggrappata quando davanti a me vedevo solo una pagina bianca.

Scrivere è qualcosa che faccio da sempre.
Raccontare storie, sfogarmi riempiendo pagine su pagine di frasi apparentemente scollegate e sconclusionate, lavorare ad articoli curandomi di scegliere parole che non siano casuali, ma che abbiano una loro forza, una loro identità.

Qualsiasi sia la ragione o la destinazione dei miei scritti, mi impegno sempre a fondo lasciandomi avvolgere dalla piacevole sensazione di vedere il mio flusso di pensieri concretizzato e registrato.

Scrivere, anche quando non lo si fa di mestiere, è essenziale per sopravvivere.
Scrivere per ricordare, scrivere per condividere, ma soprattutto scrivere per capire.

Oggi voglio suggerirvi alcuni esercizi molto semplici e divertenti da fare quotidianamente per prendere confidenza con la scrittura ed esplorare dentro di voi nella maniera più delicata, personale e intimistica possibile.

Ogni mattina, per una settimana, stilate una lista di tre cose che vorreste ottenere dalla vostra giornata.

Possono essere cose materiali o spirituali, concetti astratti o obiettivi concreti.

Esempio:
1. Essere d’aiuto alle persone che amo
2. Lavorare senza distrazioni
3. Fare qualcosa di divertente

La sera prima di andare a letto rileggete la lista e per ogni punto scrivete qualche riga.

Esempio:
1. Essere d’aiuto alle persone che amo
È stato bello poter dare una mano alla mia migliore amica che aveva bisogno di fare la spesa, ma era bloccata a una riunione di lavoro. Le ho lasciato due sacchetti pieni di cibo e un bigliettino con una frase carina. Al suo ritorno a casa mi ha telefonato commossa e il mio cuore si è riempito di felicità. Mi sono sentita meravigliosamente bene.
2. Lavorare senza distrazioni
Forse dovrei evitare di ascoltare colonne sonore di serie TV mentre lavoro, altrimenti la mia mente prende a viaggiare e penso più alla possibile nuova stagione di Gilmore Girls piuttosto che alle illustrazioni da portare a termine. Domani cercherò di cambiare genere!
3. Fare qualcosa di divertente
Accidenti, proprio non ho avuto tempo di inventarmi qualcosa. Ok, lo farò adesso. Mi metterò a saltare sul letto cantando o guarderò un episodio di Unbreakable Kimmy Schmidt mangiando biscotti. 

Così facendo allenerete sia la capacità di osservare la vostra vita e analizzare sentimenti e necessità, che le abilità di scrittura e di espressione dei vostri pensieri.
Andate avanti per almeno una settimana e vedrete tutto con molta più chiarezza.

Inventate dialoghi immaginari tra persone della vostra vita che non si conoscono tra loro.

Esempio:
Dialogo tra vostra zia e quel tizio che avete conosciuto in spiaggia durante il viaggio di maturità in Grecia.

Vi assicuro che è super divertente!
Io ci ho provato mescolando persone che frequento quotidianamente con persone che vedo al massimo ogni cinque anni, ex fidanzati diversissimi tra loro, compagne di classe del liceo e vicini di posto in treno.
Se proprio avete voglia di osare, suggerisco anche dialoghi immaginari tra personaggi reali e fittizi, tra figure storiche e celebrity di serie B.

In che cosa vi aiuterà? Oltre che a scatenare la fantasia, questo esercizio è ideale per esplorare lati nascosti di chi popola la vostra esistenza e per capire quali tratti caratteriali e atteggiamenti possono essere d’ispirazione per voi stessi.

Portate sempre con voi un quadernino, averlo con sé è essenziale per non perdere nel nulla i pensieri più illuminanti (perciò mi piace tanto crearne di unici o personalizzati per Bibiduni 😊).

Ogni qualvolta vi capiti di ascoltare una conversazione buffa, vedere qualcosa che vi colpisca o formulare un’ipotesi, fermatevi e annotatela.
Ovunque siate, qualsiasi cosa stiate facendo.
E fregatevene se la signora davanti a voi in fila alla cassa del supermercato vi guarda come se foste vestiti da coccodrilli.

Sedetevi sul letto, a terra, in un prato, in un posto qualunque in cui vi sentiate a vostro agio.
Prendete carta e penna e lasciate che le parole si stampino sulla carta senza filtrarle né sistemarle.

Gli psicoanalisti la chiamano scrittura automatica e la usano per aiutare i pazienti ad aumentare la consapevolezza di sé.
I surrealisti ne hanno fatto il punto predominante del loro manifesto*.

A voi servirà per fare chiarezza e far riposare la mente cosciente a favore di una libera espressione e creatività.

*« Automatisme psychique pur par lequel on se propose d’exprimer, soit verbalement, soit par écrit, soit de toute autre manière, le fonctionnement réel de la pensée en l’absence de tout contrôle exercé par la raison, en dehors de toute préoccupation esthétique ou morale  »

« Automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale »
(André Breton, Manifeste du surréalisme, 1924)

Inventatevi una piccola storia che abbia voi come protagonisti, ma in una veste completamente diversa.

Esempio:
Immaginatevi nei panni di un agente di borsa di Wall Street, di una pittrice nigeriana, di un professore di Yale, di un gatto randagio, di un delinquente di strada, di una popstar vincitrice ai Grammy Awards.
Fate agire il personaggio nel suo ambiente, ma lasciate che abbia le vostre stesse caratteristiche e che si comporti come fareste voi al suo posto.

Oltre ad essere spassoso al limite dell’esilarante, questo esercizio ha la capacità di fare ampliare gli orizzonti mentali.
Obbligandovi a mettervi letteralmente e letterariamente nei panni di qualcun altro, ne capirete meglio la situazione e sarete più disposti a guardare alla sua vita con un occhio curioso e non giudicante.

Consiglierei anche di provare con persone che amate, soprattutto se vi trovate in momenti di difficoltà e conflitto con loro.

Tutti i giorni per almeno un mese elencate sul vostro diario personale cinque cose che avete imparato.

Possono essere questioni esistenziali finalmente metabolizzate o abilità pratiche acquisite, notizie lette sul giornale o aneddoti raccontati da un amico.

Esempio:
Nel 1934 il biografo belga Paul Otlet ha esposto nel saggio Trattato di Documentazione la sua idea di registrare, schedare e archiviare tutte ma proprio tutte le cose create dall’uomo.
Ogni chef romano prepara la carbonara in maniera diversa, perciò è così difficile trovare una ricetta unica e ufficiale.
La musica jazz mi rilassa alla sera, ma mi irrita alla mattina.
– I piccioni sono estremamente più eleganti nel cielo di quanto non lo siano quando zampettano nelle piazze alla ricerca di briciole.
– Rispondere subito alle mail mi fa risparmiare tempo e inutili fatiche di memoria.

Vi sorprenderete nel vedere quanto di nuovo si apprende ogni giorno e vi renderete conto di quanto la vita sappia essere generosa con chi sa viverla!


Cosa ne pensate? Voi quale rapporto avete con la scrittura? Proverete a fare questi esercizi?
Fatemi conoscere la vostra opinione nei commenti qui sotto (anche un semplice commento è già un perfetto esercizio!)

(Il quadernino in foto è un pezzo unico di Bibiduni e lo potete trovare qui).

7 replies on “Scrivere per capire

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