Ho già parlato più volte di scrittura personale qui su Style Behind e sicuramente continuerò a farlo perché, come sapete, sono fermamente convinta che tenere un diario ti possa cambiare la vita.

Io ne ho scatoloni pieni, in media un diario nuovo mi dura due mesi e non passa un solo giorno senza che io scriva qualcosa.

Può essere anche solo una frase, una parola, un appunto.
Qualsiasi segno, purché resti una traccia che mi ricordi come è stata quella giornata, chi ero in quel momento, cosa sentivo e cosa desideravo.

Non scrivo un diario solo per rileggerlo in futuro, lo faccio perché non potrei vivere senza, perché sono spinta dalla necessità di non dimenticare, di esplorare il mio mondo, di conoscermi.

Lungi da me svelarne pubblicamente i contenuti, un diario segreto si chiama così proprio perché tale deve restare e poi dubito vi interesserebbe conoscerli.

Ci sono però alcune cose che mi va di condividere riguardo alla sua impostazione perché spero possano ispirarvi e spingervi a tenerne uno (se già non lo state facendo).

– Come dicevo, scrivo ogni singolo giorno e ogni singolo giorno scelgo un colore per la data che segua il mio umore del momento.
Stessa cosa per il carattere: a volte arzigogolato e vagamente rococò, a volte essenziale.
A fianco della data, un disegnino che rappresenti il tempo della giornata perché mi piace ricordarmi se un determinato giorno ci fosse un sole splendente o una pioggia torrenziale.
In più, è interessante per capire quanto anche la natura possa influire sull’umore e sull’andamento della giornata (leggi “quanto sono metereopatica da uno a dieci”).

Non mi limito a scrivere: disegno, faccio scarabocchi, creo collage, lo uso per annotare notizie che mi interessano, cose che scopro, idee che mi vengono all’improvviso.
È anche un ottimo metodo di allenamento per il mio lavoro di scrittrice e illustratrice.

Senza diario, non mi muovo di casa. Davvero.
Mi sentirei persa se non lo avessi in borsa, il che spesso diventa un po’ complicato perché prende parecchio posto ciccione com’è.
A volte mi tocca metterlo in una borsa a parte, ma è un “sacrificio” al quale faccio volentieri fronte.

– Ogni volta che ne finisco uno, lo archivio nello scatolone insieme agli altri e ci metto sopra un’etichetta con la data di inizio e quella dell’ultima pagina.
Così quando voglio andare a cercare qualcosa, ci metto pochissimo.
Ed è essenziale se ho bisogno di riprendere in mano una vecchia idea abbandonata o ripercorrere una fase della mia vita.

– La notte lo tengo sul comodino: se faccio un sogno particolarmente interessante che mi sveglia, lo annoto subito.
È un’abitudine che ho da anni e che amo mantenere.

– Sono persuasa che tutti i miei diari abbiano in realtà una sola anima, che si reincarna nelle nuove pagine bianche che scelgo di usare come confessionale.

Allora, ditemi, vi siete decisi a tenere un diario anche voi?
Io insisto e se proverete sono certa che mi darete ragione.

3 replies on “Caro diario…

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