Avete presente quegli articoli che parlano di “donne vere” quando si riferiscono a tutte coloro che superano la taglia 44?
Ecco, io non li sopporto, non li sopporto proprio e li trovo anche un tantino pericolosi. Adesso vi spiego perché.

Non sono mai riuscita a capire esattamente cosa si intenda dire con questo famoso epiteto.

Punto primo, sappiamo tutti come gli standard di bellezza femminile mutino come muta il vento.
Inutile quindi soffermarci sul fatto che appena venti anni fa alcune donne che ora vengono prese a icone universali, imitate e ammirate, non sarebbero state minimamente considerate.

Punto secondo, perché mai una modella di Victoria’s Secret sarebbe meno reale di me o di te?
Solo perché passa più tempo di noi tra pilates e drink a base di acqua di cocco?
Solo perché le sue forme sono più sinuose delle nostre, le sue gambe più lunghe e il suo seno più grande?
Solo perché è, oggettivamente, molto bella?

Io non lo capisco.
Alessandra Ambrosio e le sue colleghe sono reali tanto quanto lo siamo io, tu e tutte le altre donne di questo pianeta, facciamocene una ragione.

Punto terzo, definire cosa è reale o bello inchiodando al muro con etichette è davvero pericoloso e sposta l’attenzione da quello che dovrebbe essere il centro della faccenda: l’autostima.

Credo di poter affermare con abbastanza sicurezza che molte di quelle donne che vengono definite itgirls, se non avessero avuto o conquistato una bella dose di selfconfidence, oggi non si troverebbero dove sono.

Vale per le regine di Hollywood e per quelle delle Fashion Week, per le cantanti pop, ma anche per le non star che incontriamo ogni giorno.

Fate un esperimento: uscite di casa e camminate per la strada immaginandovi sul Red Carpet degli Oscar, avvolte in un abito che Maria Grazia Chiuri ha disegnato apposta per voi e firmato Dior.
Poi, cambiate totalmente e pensate voi stesse come sciatte e insipide, mal vestite e goffe.
Quanto vi trasformate? La postura, il sorriso, i movimenti, la luce negli occhi.
Nel primo caso brillerete, nel secondo vi spegnerete.

Ora, non dico certo che dovremmo tutti i giorni prendere l’autobus come se stessimo salendo su una limousine fuori dall’Augustine a Manhattan, anche perché la naturalezza è importante.
Quello che ci tengo a sottolineare è che la bellezza non è nulla senza fascino e il fascino non esiste se non si prova un amore smisurato verso stessi.

Altra questione interessante, la chirurgia plastica.
Personalmente non mi attrae molto e penso vada presa in considerazione con molta serietà, perché da certi interventi non si torna indietro e siamo stati più volte testimoni di epici pentimenti.

Tuttavia, non vedo perché additare una donna che si ritocca qualcosa come insicura a prescindere.

Chiaro, accettarsi al cento per cento così come la natura ci ha creati sarebbe perfetto e meraviglioso.
Ma comunque non lo facciamo, non lo facciamo mai, non lo fa praticamente nessuno.

Ci tingiamo i capelli, alleniamo una parte del corpo più di un’altra, scegliamo tagli che ci valorizzino e nascondano certi difetti.
Da qui a ricorrere a una mastoplastica addittiva il passo è lungo, sì, ma visto che stiamo sempre parlando di concetti io vi dico che non ci vedo nulla di così demoniaco e perverso.

Farei fatica a immaginare di intraprendere un percorso così invasivo, ma se una donna lo sente necessario per fare pace con stessa, non vedo perché no.

Se sopra (vedi l’esercizio della camminata per strada) dicevo che l’autoconvinzione è il punto cruciale, dico anche che per raggiungere tale sicurezza ogni percorso è diverso.
Uno può essere fatto di pensieri, riflessioni ed esperimenti, un altro di palestra ed estratti di cetriolo, un altro di ricerche e piccole modifiche permanenti.

Non sta a me, né a te, né a nessun altro al mondo definire le regole della ricerca di autostima e tantomeno stabilire chi andrebbe imitato e chi no.

Se io preferisco i corpi più morbidi, non significa che tu che apprezzi quelli atletici sia in errore.
Se io mi considero sexy con una felpa, tu sei libera di sentirtici con la muta da sub, lei con un corpetto di Fifi Chachnil.

Vi confido un segreto: se imparate a disegnarvi una vostra personale immagine di bellezza plasmata su di voi, non ci sarà più nessuno e dico nessuno, che riuscirà a influenzarvi e farvi sentire sbagliate.

Cosce a spillo o rotondettepancetta o addominali di marmo, sedere stretto o morbidocapelli voluminosi o crespi, siamo tutte potenziali itgirls!

E lo dico davveronon per fare della retorica.
Lo dico perché nulla mi colpisce di più della capacità di sentirsi liberi di definire il proprio personalissimo ideale di bellezza e stabilirlo prendendosi come riferimento.

Voi cosa ne pensate? Oggi più che mai aspetto i vostri pareri, it-girls 😍

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