L’ho finito di leggere ieri sera, in una di quelle posizioni scomodissime che per me vogliono dire solo una cosa: che il libro in questione mi ha talmente catturata da farmi perdere qualsiasi contatto con la realtà.

L’estate del coniglio nero di Kevin Brooks mi ha obbligata all’apnea dalla prima frase.
Dal primo incontro con Pete Boland, il protagonista sedicenne e voce narrante della storia.
Dalla prima volta in cui Pete mi ha presentato Raymond e il suo Coniglio Nero, trait d’union surreale ma molto sensato di tutta la storia.
Una storia cupa, calda, afosa, eterna e senza tempo, esattamente come le pesanti giornate d’estate passate in città.

Un giallo sporco, pieno di sotto storie, un’indagine che Pete svolge a modo proprio perché sente di aver bisogno della sua genuinità per tirarci fuori qualcosa di vero.
E questo lo dico io, perché Pete non se ne accorge nemmeno. O quasi.
Lui agisce seguendo un impulso che gli parte dalla pancia, che a volte lo fa muovere e parlare prima che lui stesso possa capirlo.

Se siete in cerca di un giallo Young Adult davvero ben scritto (molto e molto di più di tanti bestseller dello stesso genere indirizzati a lettori adulti), L’estate del coniglio nero vi soddisferà.

Lo trovate qui: L’estate del coniglio nero, Kevin Brooks

E se l’avete letto e volete discuterne o avete domande sul libroscrivetemi sotto nei commenti!

🐰📚🔍

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