Io l’ho fatto proprio ieri alla trama del mio libro e soprattutto alla protagonista che stava diventando un po’ troppo dura e freddina (vedi Holly nel fotogramma sopra).
È stato un lavoro intenso, faticoso e doloroso ma alla fine abbiamo vinto. Insieme.

A dirla tutta all’inizio è stata una vera tragedia. Uno di quei momenti in cui ti chiedi se tu non abbia creato un personaggio piatto, se non abbia perso troppo tempo a costruire dettagli per tralasciare l’anima della storia. E perdi ogni atomo di fiducia. Capita spesso dicono in giro, perciò mi consolo.

Ecco cosa ho fatto (step by step) per uscire dal tunnel.

1. Una chiacchierata ideale con la protagonista.
Come se fossimo state sedute a gambe incrociate sul letto con la maschera sul viso e un pigiama con gli orsetti.
In confidenza totale. Le ho chiesto come si sentisse, davvero, con tutto quello che le stavo facendo capitare.
Lei è stata sincera forse per la prima volta e io ho realizzato di essere sulla strada giusta, che è un personaggio complesso e va sviscerato.
Serviva solo andare un po’ più a fondo.

2. Un taglia e cuci chirurgico senza pietà sulla trama.
Ma senza pietà davvero. Tipo che ho praticamente eliminato un personaggio al quale avevo lavorato mesi, ma che ho capito rallentava la storia e basta.
Per poco non ho pianto. Mi sono rilassata pensando che lo resusciterò in qualche modo in un libro futuro.

3. Una riunione di gruppo con tutti i sopravvissuti.
Li ho invitati a bere un caffè (ovviamente nel loro posto preferito), li ho messi uno accanto all’altro e ho fatto un giro di pareri.
Alcuni avevano capito tutto e sapevano benissimo come muoversi. Altri erano spaesati.
Ai primi ho chiesto sostegno, agli altri di lasciarsi andare e prendere confidenza.

4. Aperto la mente e liberato i mostri.
La mia, questa volta. C’era dentro un accumulo d’informazioni, ispirazioni, suggestioni e pensieri sparsi che me la stavano mandando in corto circuito.
Perciò mi sono fermata un secondo, ho fatto pulizia e ho capito dove stava l’inghippo.
Che dovevo avere più coraggio, essere più diretta.
Comunicare. Punto.

5. Riscritto completamente il primo capitolo.
Dall’inizio, alla fine. Senza recuperarne nemmeno una frase.
Impegnativo oltre ai limiti dell’immaginabile ma wow, che ventata d’aria fresca.

Sicuramente non sarà l’ultimo esame di coscienza. Anzi, figuriamoci cosa succederà quando a fine novembre (se tutto andrà come previsto) concluderò la prima stesura e comincerò con le revisioni armata di accetta.
Ahahah già mi immagino. Preparatevi perché avrò MOLTO bisogno di sfogarmi.

One thought on “Esami di coscienza

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