Per me a prescindere è davvero Halloween tutto l’anno, ma in questo momento sto lavorando a un capitolo cruciale del libro nel quale importanti eventi si verificano proprio la notte delle zucche e delle streghe e quindi (ahimè) sono obbligata a rituffarmi nell’atmosfera.

Ascolto musiche inquietanti, spero in una nebbia polverosa che nasconde le cose, immagino tutti in abiti vittoriani.
E ho capito quanto sia fondamentale farsi avvolgere dal giusto clima di ispirazione per rendere sincera la scrittura.

Questa volta si tratta di Halloween, ma potrebbe essere un festival di musica indierock (ops, spoiler) o qualsiasi altra ambientazione.

Le suggestioni che partono da fuori, poi scivolano fino alla punta delle dita e battono i tasti del computer sono pura magia.
Una cosa che ritrovo utilissima anche nelle illustrazioni, per altro, perché fa parte del mio personale processo creativo.

Ricreare attorno a me le condizioni di contorno è il primo passo per incanalare le ispirazioni e concretizzarle.

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