Se siete scrittori non potete sopravvivere senza un programma ad hoc.
In giro ce ne sono molti validi che ho testato (Ulysses e Bibisco su tutti), ma nessuno di questi è riuscito a convincermi quanto Scrivener.

Scrivener è la mia salvezza.
Ve lo dico qui e lo ripeto ogni singolo giorno quando lavoro al mio romanzo Young Adult.
È il programma che avevo sempre sognato, quello che risponde a tutte le mie esigenze.

Volete sapere perché? Eccovi accontentati.

L’organizzazione del lavoro di scrittura è resa semplicissima.
Si parte creando un progetto e si può scegliere tra un template neutrale, Fiction, Non Fiction, Scriptwriting, Poetry & Lyrics, Miscellaneous.
Io ho scelto Fiction, che è pensato per la narrativa, e vi parlerò di questo perché lo conosco meglio degli altri.
Dopodiché si decide tra Novel, Novel (with Parts) e Short Story. Scegliendo Novel, come nel mio caso, ci si ritrova con un template pre impostato che mostra già delle sorte di cartelle che indirizzano nella gestione del progetto (Chapter, Scene, Characters, Places, Research ecc.)
Qui comincia il nostro lavoro.
Si possono rinominare le cartelle, crearne di nuove, organizzarle in gruppi e sottogruppi esattamente come si farebbe sul desktop del proprio computer, ma con la praticità di avere tutto lì a portata di mano.

Io ho fatto così: prima di tutto ho sistemato la sezione ricerche in modo da poter reperire fonti e ispirazioni facilmente.
Ho creato la cartella “Ricerche” e sotto di essa ho inserito la bibliografia di riferimento, la filmografia, gli articoli di giornale e i siti Web consultati. In più, un file dove ho raccolto in stile collage tutte le ispirazioni visuali.

Stessa cosa per le bozze, gli appunti e le annotazioni sparse.
Una cartella e via, tutto lì dentro, in modo che le illuminazioni dell’ultimo minuto non si perdano da nessuna parte e possano venire recuperate quando servono.

E così via per le schede dei personaggi, i luoghi di ambientazione e tutto quello che può servire in termini di materiale per la scrittura.
In questo Scrivener è fantastico perché permette di usare tag preesistenti o di crearne di nuovi secondo le proprie esigenze per raggruppare e definire il contenuto di un file o una cartella (es: Character Notes, Places…)

Tutto ciò si riferisce al lavoro che io chiamo “dietro le quinte”, ma la vera magia di Scrivener si sprigiona con l’organizzazione della scrittura.
La ragione per la quale definisco questo programma la mia salvezza risiede infatti nella facilità con la quale lavoro ai capitoli del romanzo da quando lo utilizzo.
Il fatto di suddividere il testo in capitoli organizzati in cartelle è già un aiuto immenso, ma se a questo si aggiunge la possibilità di lavorare su scene separate che compongono i vari capitoli allora diventa un percorso molto più agile.
Mi spiego meglio: si crea una cartella, la si rinomina Capitolo Come Vi Pare e al suo interno si creano scene separate.
Così facendo si ha sempre un panorama chiaro di quello che succede in un capitolo e si evitano più facilmente ripetizioni e buchi clamorosi.
Inoltre si può persino decidere di spostare una scena in un altro capitolo o di invertire l’ordine o di eliminarne una superflua. Una funzione che torna estremamente utile soprattutto in fase di editing.

Si può lavorare sulle singole scene, come dicevo, sui singoli capitoli se lo si preferisce, oppure ancora sull’intero testo.
In tal caso linee di demarcazione aiuteranno a capire dove inizia e dove finisce una scena.
Per concentrarsi totalmente sulla scrittura in sé consiglio di selezionare la funzione “Compose” che lascia soli con la propria pagina in un ambiente privo di distrazioni.

Parlando della funzione “Compose” mi viene in mente un’altra ragione che mi ha fatto preferire Scrivener agli altri: la possibilità di personalizzare la grafica, i caratteri, i colori, gli sfondi quanto si vuole.
All’inizio ci ho messo un po’ per destreggiarmi tra le opzioni che si trovano cliccando su Scrivener —> Preferences, ma infine è diventato un giochino divertente.
Insomma, lavorando su Scrivener ho davvero l’impressione di avere il mondo del mio romanzo tutto concentrato lì.
Ci sono i personaggi, c’è uno stile preciso, c’è tutto l’universo del libro in ogni sua sfumatura.

Altra cosa più che utile di Scrivener è stata la possibilità di sincronizzarlo tramite DropBox all’App che ho scaricato sull’iPhone.
Non è stato un procedimento istantaneo per me, lo devo ammettere, ma il servizio clienti mi ha fornito un’assistenza impeccabile (qui trovate un video che spiega come fare passo passo, in caso vi dovesse servire).
In questo modo, soprattutto ora che sono spesso in viaggio, posso lavorare al libro dove e come mi pare.

Et voilà!
Credo di avervi raccontato più o meno tutto quello che mi piace di Scrivener.
Chi tra voi scrive e usa questo programma?
Oppure, ne usate un altro e vi piace di più?
Parliamone!

(Scrivener è un software di Literature and Latte, l’ultima versione costa 45 $ e si può scaricare da questo sito: www.literatureandlatte.com)

(Cover image A writer is a world trapped in a person. – Sara Ottavia Carolei/Bibiduni)

SalvaSalva

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...