Tra quelli intelligenti, il gioco delle parole nuove (che poi chiamarlo gioco forse è un po’ eccessivo) è probabilmente uno dei miei preferiti.
Giuro, mi entusiasma proprio. Del tipo formicolio alla pancia e gridolini di eccitazione.

L’idea nacque non ricordo bene da dove il primo anno di università, con la mia coinquilina di allora.
Lo strutturammo come se fosse una sorta di allenamento quotidiano, una serie di squat per il cervello insomma.
E così come funzionava allora funziona anche adesso, ma in più è pure divertente.
Ah, e non implica nessuna vera gara se non quella contro il tuo stesso cervello.

Si può giocare da soli (anche se in questo caso cambiano un po’ le regole), in due, tre, quattro, quindicimila.

Servono un vocabolario, fogli, penna e celluline grigie (cit. Poirot) in movimento.

Ecco come si fa (mettiamo che si giochi in due o più):

📝 La prima persona apre il vocabolario e segna sul suo foglio cinque parole mai sentite prima e a fianco il loro significato.

📝 Poi detta le parole all’altra persona (o alle altre) senza però dire loro cosa significano.

📝 A questo punto gli altri giocatori devono inventare una storiella breve con quelle cinque parole.
Se ne conoscono il significato, buon per loro.
Altrimenti dovranno sforzarsi di capire cosa vogliono dire o lanciarsi a indovinare.

(Dare un tempo massimo rende tutto più frizzantino, lo suggerirei. Due minuti sono l’ideale.)

📝 Una volta lette a turno le storielle brevi con le cinque parole sconosciute, la prima persona stabilirà chi si è avvicinato di più al vero significato e svelerà le definizioni ufficiali.

📝 Si continua con il giro e il vocabolario passa alla persona a fianco.

La parte più simpatica è quando si leggono le storie, non c’è dubbio.

Io però adoro tutto.
Il fatto di conquistare parole nuove, elasticizzare la mente, lavorare sia con la creatività che con le regole.
Il fatto che tutti imparino qualcosa.
In più, per me che scrivo, è un grande più l’aiuto extra che dà alla mia fantasia.

PS: Se si gioca in solitaria, basterà assumere entrambi i ruoli contemporaneamente: trovare cinque parole nuove sconosciute e inventarsi la storia (sempre rispettando il tempo massimo, però, altrimenti non vale).
In questo caso è di sicuro più un allenamento che un gioco, ma è comunque divertente. E utilissimo.

(Cover image – Sara Ottavia Carolei)

SalvaSalva

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.