(⚠ATTENZIONE: può contenere spoiler!⚠)

Avevo aspettative piuttosto alte su Tartarughe all’infinito, l’ultimo romanzo di John Green, e sapete cosa?
Le ha superate tutte, ma proprio tutte. 

Mi ci sono tuffata dentro divorandolo senza quasi prendere respiro, l’ho amato dalla prima frase all’ultima, in ogni microscopico passaggio.

Aza Holmes è una protagonista pressoché perfetta.
Un personaggio pieno, vero, ricchissimo di sfumature, sfaccettature, contraddizioni, piccoli grandi difetti che la rendono umana in maniera impressionante.
Così umana che mentre leggevo Tartarughe all’infinito ero convinta che esistesse anche fuori dalla carta, di essere sua amica, di avere il suo numero salvato nei preferiti dell’iPhone.

La storia che Aza vive è piena e viva tanto quanto lo è lei.
La trama parte da una sorta di pretesto: la scomparsa in circostanze misteriose di un miliardario della zona che guarda caso è anche il padre del vecchio amico/vecchia cotta di Aza, Davis.
Poi però si allarga, si dilata e copre mille diversi aspetti dell’esistenza della protagonista, della sua migliore amica sveglia e audace Daisy e di Davis stesso.

Così, quella che poteva sembrare la storia avventurosa e un tantino goffa di due teenager alle prese con un’indagine dilettantesca, si trasforma gradualmente in una storia di amicizia, di amore, di intrecci e incastri familiari, di crescita, di confronto.

Il tutto accompagnato, a volte in sottofondo e a volte in primo piano, dalla guerra personale che Aza combatte contro stessa e i suoi disturbi d’ansia.

La bravura di John Green qui sta nel maneggiare con cura la fragilità della protagonista, nella capacità di dominare la tecnica narrativa dello “Show, don’t tell” usandola anche per rispettare l’intimità e l’interiorità di Aza.
Dico questo perché è abbastanza chiaro che i problemi di Aza derivino in gran parte dalla morte del papà con la quale ancora non ha fatto del tutto i conti, eppure John Green non ci si appoggia sopra, non calca su questo aspetto, ma lascia che conosciamo la protagonista e la sua storia e i suoi “irrisoltiautonomamente.

Insomma, amici cari, Tartarughe all’infinito è davvero un gran bel libro.
Lo è oggi e sono pronta a scommettere che lo sarà anche tra dieci, quindici o vent’anni.
Un giorno lo farò leggere ai miei futuri figli e vi saprò dire se avevo ragione a crederlo destinato a diventare una specie di classico.

Se non l’avete ancora letto, leggetelo.
Se l’avete letto, parliamone qui nei commenti.

PS: Aza Holmes, ti voglio bene e mi manchi!

Tartarughe all’infinito, John Green

🐢🔍📚

(Cover image – Sara Ottavia Carolei)

SalvaSalva

SalvaSalva

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...