Presente quella frase che dice “Great things never came from comfort zones”?
Certo che l’avete presente, è una delle semplici verità più importanti di sempre.

Camminare nel tracciato e restare al sicuro serve solo a fermarsi, mentre è mettersi in gioco il più bello dei giochi.
Io ne sono sempre più convinta giorno dopo giorno che fare un passettino fuori dalla mia zona di comfort sia quello che mi fa crescere, a volte con sola gioia, a volte con un po’ di fatica e dolore.

Perché ovviamente il rischio c’è.

Rifiuti, mancate risposte, momenti di smarrimento, un pizzico di disagio, fiato corto.
In questo momento parlo in particolare (per me) di ciò che riguarda il mio lavoro, però il principio del mettersi in gioco è applicabile a ogni ambito, senza esclusioni.
Talvolta può farti venire voglia di urlare e sbattere la testa contro il muro auto-maledicendoti perché non te ne sei rimasta al calduccio nella tua comodità di vita.
Può succedere. E anche questo serve a farti le ossa.

Chi resta seduto ed evita le piccole grandi sfide, dove potrà mai andare?

Da nessuna parte.

Ecco perché lo scrivo qui in modo da appuntarlo per bene sperando di non scordarlo io e che dia a voi, se ne avete bisogno, una dolce e decisa spintarella a rompere il guscio.

Qualsiasi sia la direzione che avete voglia di esplorare.

(Cover image Tiptoes – Sara Ottavia Carolei/Bibiduni)

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