10 cose bellissime che mi sono capitate alla Bologna Children’s Book Fair 2018

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Ve lo dico tutte le volte: la Bologna Children’s Book Fair è in assoluto il mio appuntamento lavorativo preferito dell’anno.
E questa edizione, in particolare, è stata ancora più speciale.

La BCBF rappresenta una sorta di momento di grandi bilanci: ogni anno guardo a quello prima rendendomi conto dei progressi che ho fatto e a quello che verrà con progetti, idee e sogni che ho fiducia di realizzare.

Ogni anno incontro nuove persone, ritrovo sempre più fiducia nelle mie capacità, imparo a districarmi in cose che fino a poco prima mi sembravano ostiche.

Qui di seguito proverò a riassumere in punti sul serio limitati (altrimenti sapete già cosa combino con le liste, vedi qui) tutte le cose bellissime che mi sono capitate alla Bologna Children’s Book Fair 2018.

1. Ho avuto modo di sentire il grande illustratore belga Émile Jadoul parlare di come nascono i suoi lavori, conoscerne il dietro-dietro-dietro le quinte, sbirciare i suoi sketchbook da vicino, infiltrarmi in quello che come lo chiama lui è il “pezzo di strada che intraprende insieme ai personaggi”.

2. Ho ascoltato la scrittrice, sceneggiatrice e docente di sceneggiatura all’ISIA di Urbino Federica Iacobelli spiegare come si creano le sue ispirazioni, quanto sia importanteamare l’idea generale perché un’opera sia buona” e cercare la matrice dalla quale comincia il lavoro di scrittura e di racconto.
E anche quanto sia bello concedersi di cambiare idea in corso d’opera.

3. Mi sono fatta cullare dal modo poetico con il quale l’illustratrice e pittrice spagnola Ana Juan parla dei libri illustrati e del perché lei disegna.
Disegno per poter tornare all’essenziale, perché in questo modo sono la regina di mille universi tutti fatti da regole mie, per ricordare, perché disegnare è parlare una lingua di tutti gli esseri umani, vivi o morti.

4. Ho preso molti, molti appunti alla conferenza Children’s books on Art, Architecture and Design alla quale sono intervenuti nomi del calibro di Page Tsou (artista, illustratore e designer), Steven Guarnaccia (illustratore e professore alla Parsons School di New York), Didier Cornille (illustratore).

5. Sono rimasta incantata dalla genuinità e dall’umiltà di Ludwig Volbeda, giovanissimo gigantesco talento dell’illustrazione che non a caso ha illustrato la copertina dell’annuario della BCBF 2018.
I suoi sketchbook minuscoli pieni di schizzi ancora più minuscoli mi hanno affascinata da morire e la sua dedizione mi ha spinta a fare ancora di più, ancora meglio.

6. Ho passato del tempo con gli altri soci dell’Associazione Illustratori, ho chiacchierato al loro stand, mi sono scambiata consigli (e ne ho ricevuti di preziosissimi, ma confidenziali) con illustratori che stimo davvero tanto.

7. Ho provato finalmente la Wacom Cintiq Pro (che per chi non lo sapesse è la tavoletta grafica pen display che mi salverà la vita ogni volta che colorerò in digitale).

8. Ho conosciuto un’artista esperta di metodi di stampa alternativi finlandese, una editor francese, un bibliotecario calabrese, un’illustratrice russa che vive a Londra, un timido disegnatore di New York, una maestra di danzaterapia bolognese, un fumettista messicano.

9. Un’illustratrice che ammiravo da tempo su Instagram è stata super carina con me e ha dimostrato una generosità commovente.

10. Ho avuto l’occasione unica al mondo di far vedere il mio portfolio a nientemeno che Chris Riddell, colui che per me è l’illustratore per eccellenza.
Chris Riddell si è prodigato in suggerimenti che non scorderò mai (e che sto già mettendo in pratica) e al contrario dei miei più oscuri timori ha detto che i miei lavori gli piacciono molto, mi ha fatto complimenti e si è divertito da pazzi con le espressioni dei miei Three Curious Cats.
Insomma, ho suscitato un’emozione in Chris Riddell, me la posso appuntare come stellina? 😉

Ovviamente ora che sono arrivata al punto 10 me ne verrebbero in mente altrettanti se non di più, ma mi fermo.

Devo andare a finire le bozze di un lavoro che mi sta piacendo moltissimo (e del quale vi ho già accennato qui), aspettare le 11 per una riunione su un progetto nuovo che mi fa svegliare la mattina con il sorriso e poi devo saltare di felicità perché il mestiere che mi sono scelta, quello di illustratrice e scrittrice, è la cosa più bella di tutto l’universo esplorato.

✍🏻🌸🎨

(Cover image A Cat Who Loves Art – Sara Ottavia Carolei)

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