Non ho la più pallida idea di chi abbia detto per primowork smarter, not harder”, ma so per certo che aveva dannatamente ragione. 

 Essendo il capo di me stessa (espressione terrificante, lo so, aiutatemi a trovare qualcosa di meglio) sono io che decido, io che mi do orari, regole, compiti.
Io che mi concedo o meno un pomeriggio di permesso e le ferie, io che stabilisco se ho lavorato bene o se merito una strigliata. 

Suona un po’ come parlare con i muri, ma è così. 

Di conseguenza sta a me e solo a me capire cosa fare per essere più produttiva e lavorare meglio senza impazzire mai.
Soprattutto perché, come ben sapete, io scrivo e faccio illustrazioni e già la mole raddoppia.

Per secoli ho pensato che spaccarmi la schiena (in maniera figurata, con tutto il rispetto per chi se la spacca davvero) fosse l’unica valida via per raggiungere i miei obiettivi di “carriera”. 

Ero convintissima che solo 12 ore di scrivania, studio e approfondimenti potessero rendermi meritevole di ottenere quello che desideravo.

Poi non so cosa sia successo, può darsi anche che l’epifania sia arrivata proprio leggendo la frase di cui sopra su Pinterest, ma ho strabuzzato gli occhi, ho spalancato la bocca e ho gridato a me stessaaccidenti, ma che sto facendo?

Da quel momento c’è stato un click, un netto cambiamento di rotta senza inversione di marcia.
Ho capito, innanzitutto, che stilare ogni giorno To-Do list chilometriche chiaramente irrealizzabili non mi aiutava a spingermi oltre ai miei limiti, tuttalpiù a gettarmi nel panico.

Mi sono accorta che alla fine della giornata non ero più soddisfatta, non avevo tra le mani cose delle quali ero fiera, ero solo più stanca e a volte persino demoralizzata. 

Allora ho fatto un bel respiro e ho riprogrammato da zero la mia vita lavorativa.
Innanzitutto ho eliminato quelle collaborazioni che mi portavano via troppo tempo e non mi permettevano di procedere verso il mio ideale.

Ho ridotto alcune attività e ne ho del tutto spazzate via altre.
Per esempio, come vi raccontavo qualche giorno fa QUI, ho eliminato Facebook e di conseguenza smesso di stare dietro alle due pagine che gestivo.
Poi ho ridotto i pezzi in vendita nello shop e smesso di fare spedizioni dei poster via corriere lasciando solo i Digital Download che sono pratici, veloci e che i postini sbadati non possono perdere per la strada.
Altro tempo e fatica risparmiati.
Sul blog ho scelto di cominciare a parlare quasi solo del dietro le quinte del mio lavoro, così come poi era nato, e di sfruttare le altre idee di articoli per i magazine con i quali collaboro. Ho creato un nuovo schema di lavoro con deadline ragionevoli per il mio romanzo Young Adult e mi sono rimboccata le maniche per stabilire un orario quotidiano e un planning settimanale umani. 

La scelta, ve lo dico subito, è stata vincente.
Adesso mi concedo molti più spazi di aria e cerco di smettere di lavorare quando sono le 7 di sera. 

I miei risultati sono migliori, la pressione la conservo per quando è davvero necessaria, riesco davvero a portare a termine le cose. 

E mi restano molte più ore libere per imparare. 

🎀🗂🐞

(Cover image You Can – Sara Ottavia Carolei/Bibiduni)

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