I falsi miti sugli scrittori da sfatare subito

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Quella di chi scrive è una delle professioni più imbevute di leggende, di leggende spesso fuorvianti che a tratti sfiorano il ridicolo.
Ecco perché oggi ho pensato di parlarvi dei falsi miti sugli scrittori da sfatare subito.


 

Gli scrittori sono tutti depressi e malinconici

E chi l’ha detto? Tra gli scrittori ci sono sicuramente dei depressi e dei malinconici così come ce ne sono tra gli arredatori d’interni, tra gli chef, tra gli operatori di borsa.
La scrittura è un’attività prevalentemente solitaria che può facilmente dare vita a fantasie su disagi interiori, su solitudini spezza cuore. Ma attenzione: intraprendere una carriera “solitaria” punto primo non significa essere soli, punto secondo non significa essere tristi e corrosi dal dolore.
Giusto per farvi alcuni esempi di autori contemporanei che potete seguire (anche su Instagram) per constatare con i vostri occhi che le loro vite sono piuttosto allegre, vi cito: Elizabeth Gilbert, Alice Hoffman, Adam Silvera, Sophie Kinsella, Angie Thomas (ce ne sarebbero mille altri, ma so che li scoverete da soli). Tutti loro producono opere, anche se di generi molto differenti, tutti loro avranno i loro su e giù, tutti loro sono scrittori. Nessuno di loro, ve lo assicuro, trasmette vibrazioni di depressione e malinconia. Al contrario. 


Senza tormento non c’è scrittura

Seguito del punto sopra. Anche la cara Elizabeth Gilbert appena citata lo dice in uno dei capitoli più interessanti del suo saggio Big Magic (che ho riletto di recente e che prossimamente vorrei analizzare con voi): quello dell’artista tormentato è uno degli stereotipi più radicati nella cultura globale e che dobbiamo lavorare insieme per sradicare. Perché non è assolutamente vero che solo nel famoso tormento si producano cose interessanti.
Ora vi faccio un esempio personale: qualche anno fa mi ritrovavo in effetti in un momento particolare, pieno di inquietudine e caos. Così ho cominciato a scrivere un romanzo breve nel quale volevo riversare le mie afflizioni per farne qualcosa e mi ero pure convinta che ne sarebbe saltato fuori un capolavoro. Volete la verità? Il risultato è stato un totale disastro. Ho scritto cose di un melodramma che sfiorava il patetico, con scene esageratamente tragiche volte solo a soddisfare la mia egoistica necessità di catarsi. Magari con un altro funziona, ma io ci credo poco. Il tormento è qualcosa che chiude, per scrivere ci vuole apertura. Anche per scrivere drammi.


Tutti possono essere scrittori

Sicuramente, così come tutti possono essere star del cinema o imprenditori. La mia filosofia di vita si basa proprio sul concetto che chiunque abbia in sé tutte le potenzialità per fare della vita quello che accidenti vuole.
Detto questo, la scrittura è un po’ particolare. È vero che tutti possono scrivere e che dentro ciascuno di noi c’è una storia intrappolata che potrebbe essere interessante da raccontare. Non credo sia vero, invece, che la scrittura possa essere un lavoro per tutti. Lo so, il mio discorso è un tantino contraddittorio, ma cercate di seguirmi: la scrittura come professione richiede rigore, studio, intenzione, passione. Così come, che ne so, la professione di musicista d’orchestra. Io posso amare il pianoforte, posso anche prendere lezioni e dilettare i miei amici dopo cena, ma non avrò mai la fede necessaria per sedermi davanti ai tasti bianchi e neri tutti i giorni e allenarmi. 


Gli scrittori o sono morti di fame o sono milionari

Vi assicuro che nel mezzo, invece, ci sono tantissimi autori che guadagnano discretamente senza girare per la costiera amalfitana su un panfilo.
La prossima volta che andrete in libreria guardatevi attorno: oltre ai titoli di star della scrittura, ne troverete di decine, di centinaia di autori che a voi non dicono un bel niente, ma che hanno un loro seguito. Ecco, questi sono gli scrittori che stanno nel mezzo. Quelli che riescono a pagare l’affitto, a farsi una bella vacanza e a comprare vestiti nuovi ai figli senza essere nella lista di Forbes. 


Gli scrittori scrivono solo di notte

Beh, ammetto che questo è uno dei cliché più affascinanti. Tanto affascinante che io ci ho provato svariate volte ad accendere il laptop solo quando calavano le tenebre. Ma come vi dicevo quando parlavo di tormenti, anche qui ci si trova in presenza di una poeticità di contorno che non è detto sia produttiva. Al contrario. E sempre come vi dicevo poco fa, la scrittura è un lavoro che richiede costanza, rigore, impegno. Può capitare che per finire un capitolo si continui a scrivere fino alle quattro del mattino, così come esistono scrittori che decidono di lavorare solo dalle dieci di sera in poi, ma è un’altra cosa. In quanto lavoro indipendente gli orari li decidiamo noi, però vi assicuro che anche gli scrittori che scrivono solo di notte lo fanno per una scelta strategica che poco ha a che fare con i luoghi comuni e molto invece con la produttività. 


I veri scrittori non programmano niente

Il procedimento per la realizzazione di un romanzo è estremamente personale. C’è chi ha bisogno di programmare e compilare liste e schemi anche per un romanzo intimistico con due soli personaggi e dall’altra parte c’è chi riesce a costruire mondi incredibili senza nessuno studio pregresso.
Io, lo sapete, sono tra quelli che prima di cominciare a scrivere si studiano anche il tema natale di un personaggio che appare in mezzo capitolo. A me piace così, mi trovo a mio agio e mi diverto e questo non vuol dire che io sia meno artista di un altro a cui basta avere tra le mani penna e taccuino. Così come non vuol dire che io sia più seria. Sono solo diversi modi di lavorare. Alcuni fanno come me, altri no. Punto. 


L’incubo più grande degli scrittori è la pagina bianca

La pagina bianca può terrorizzare alcuni ed esaltare altri (a me esalta da pazzi, come vi dicevo QUI). Ciascuno ha il suo incubo personale da scrittore (le critiche, il non pubblicare mai, che la compagna di banco che lo bullizzava al liceo lo legga, diventare famoso e non avere più vita privata…) Siamo esseri umani, sfaccettate creature che si portano dietro paure differenti e la pagina bianca non è per forza tra queste. 


Finché non sei esposto in libreria, non sei uno scrittore

Praticamente chiunque scrive perché vuole essere pubblicato, però credere che solo quando un big dell’editoria ci farà firmare un contratto diventeremo scrittori non è solo triste, ma anche sbagliato.
E solo chi non si sente uno scrittore fino all’ultima fibra del suo essere avrà resistenze a definirsi tale prima di essere sugli scaffali. 


Gli scrittori affermati sono tutti snob

Una delle mie personalissime grandi verità è che siano snob e altezzosi solo coloro che non hanno abbastanza self-confidence e che cercano conferme facendo sentire piccoli gli altri. Funziona così in tutto il mondo, funziona così anche tra chi ha venduto dieci milioni di copie. Se incontrate un autore best seller che se la tira a morte, probabilmente sappiate che se la sarebbe tirata a morte anche se fosse stato un disoccupato di mezz’età che vive con la madre. L’insicurezza può colpire chiunque e chi non ci ha mai lavorato sopra non diventerà sicuro di sé solo perché il suo nome e la sua foto hanno fatto il giro del mondo sulla quarta di copertina. 


Uno scrittore deve restare fedele a un genere

Certamente è complesso saltare dal mystery al romanzo storico, dal fantasy al noir, ma io credo che con abilità e uno stile di base si possa fare (da qui, per altro, il senso del nome di questo blog “Style Behind”).
Personalmente dubito che potrei scrivere con passione science fiction come scrivo gialli, ma ciò non esclude che un giorno lo farò. Mai dire mai.
Come per me, anche per tutti gli altri.


Le scuole di scrittura sono fondamentali

Io ho frequentato un master di scrittura e giornalismo a Parigi e ho imparato tantissimo, ma si può apprendere a scrivere bene anche seguendo altri percorsi.
L’importante è impegnarsi a fondo, leggere continuamente, tenere le antenne sempre alzate. E avere l’entusiasmo necessario per mettersi alla prova e migliorarsi giorno dopo giorno. 


Voi che ne pensate?
Quali altri falsi miti sugli scrittori vi vengono in mente?
Quali vorreste sfatare?
Quali invece ritenete veri?

Parliamone insieme!

✍🏻📚☕

(Cover image – Sara Ottavia Carolei)

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