Rispetto, professionalità e giusta distanza

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Anche nei rapporti di lavoro mi viene spontaneo cercare il lato più umano, instaurare un contatto fatto di empatia.
Chi è come me però sa bene che questa attitudine va accompagnata ad alcuni importanti accorgimenti in modo che non si riveli controproducente. 

Parlo principalmente dei tre protagonisti del titolo di questo post: rispetto, professionalità e giusta distanza. 

🌳Per RISPETTO intendo:
trattare il proprio cliente con educazione e gentilezza, avere a cuore le sue esigenze e i suoi tempi, tenere sempre a mente quali sono le sue competenze e le sue mancanze (parlo in particolare di clienti che non siano dei semplici privati).
Intendo però anche, e qui vorrei tutta la vostra attenzione, rispetto per il NOSTRO lavoro, per il nostro percorso e per la nostra posizione.
In primis infatti dobbiamo rispettarci noi perché il cliente possa farlo come desideriamo e meritiamo. 


🌳Per PROFESSIONALITÀ intendo: lavorare stando dentro ai tempi, contratti, preventivi e richieste prestabiliti al principio e ricordare SEMPRE a noi e al cliente che siamo professionisti scelti per svolgere un compito che il cliente non avrebbe potuto svolgere da solo.
Le indicazioni sono dunque le benvenute al fine di raggiungere l’obiettivo comune di un risultato finale eccellente, ma non dobbiamo MAI lasciare che interferisca troppo.
Ognuno deve stare al proprio posto e fare quello che sa fare e qui passo al punto successivo. 


🌳Per GIUSTA DISTANZA intendo: sapere con chiarezza dove comincia e dove finisce la nostra competenza in modo da svolgere il nostro lavoro al massimo della tranquillità, accettare critiche e suggerimenti da parte del cliente ma non accettare che entri troppo dentro al nostro lavoro o peggio che ci giudichi, ricordarci sempre chi siamo e mantenere il nostro centro ben allineato. Infine, per quanto si possano instaurare rapporti amichevoli, conservare sempre il distacco professionale che permette di procedere con chiarezza senza fare confusione. 


Entrare in sintonia con chi ci commissiona un lavoro è favoloso e rende tutto più magico, ma è necessario rammentare sempre che di lavoro si tratta.

Allo stesso modo quando si riceve una commissione da parte di un cliente “big” si tende a diventare un tantino remissivi e accondiscendenti, cosa che sconsiglio passionalmente. 




Quello che avete letto finora, come forse già avrete immaginato, fa parte di una riflessione nata da una mia esperienza lavorativa negativa.

Credo fermamente che le esperienze lavorative negative portino a una crescita enorme se sfruttate come si deve, poiché ci indicano con chiarezza spaventosa quali sono i nostri punti deboli.
Da lì sta poi a noi lavorare sodo per rinforzare le zone fragili e imparare dai nostri stessi passi falsi dove e come muoverci in futuro.

Vi sembrerà ridicolo, ma io sono davvero felice che sia andata a finire non bene (non sto a raccontarvi i dettagli per ovvi motivi di privacy professionale) e questo perché evidentemente avevo bisogno di una super doccia ghiacciata per dare l’ultima assestata al mio equilibrio lavorativo. 

Da quando è successo, infatti, mi sento rigenerata, forte e stabile più che mai. 

Noto che adesso qualsiasi mio rapporto professionale è determinato sempre dalla stessa empatia che mi contraddistingue, ma anche da rispetto, professionalità e giusta distanza che mi proteggono e mi fanno sentire al sicuro. 



Perché, amici miei, siamo sempre e solo noi che insegniamo agli altri come trattarci. 

🌳

[Cover Image: Floral Girl, Sara Ottavia Carolei]

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