Il mio nuovo approccio soft a Instagram

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Instagram mi piace moltissimo: è pieno di splendide foto, le persone ci tengono a mostrare il lato più bello della loro vita e spesso regala ottime ispirazioni. Per prendere solo il meglio da questo social network, però, ho attuato una strategia. 

Si tratta di un approccio soft che mi consente di curare Instagram come voglio, senza ansie da prestazione. 

In poche parole pubblico meno, ma meglio, meno frequentemente, ma con più “intelligenza” e soprattutto non lo controllo più in maniera compulsiva.
I famigerati algoritmi non mi premieranno di certo, ma ha importanza?
Sono giunta alla conclusione che per me no, non ne ha nessuna. 

Uso Instagram come “diario visuale” ma non sono né aspiro a diventare una influencer.
Ci tengo a mostrare alcuni aspetti del mio lavoro e le cose belle che incontro nel mio percorso, a condividere il mio gusto e il mio stile. 

Instagram può mettermi in contatto con nuovi clienti e contribuire a darmi visibilità in quanto scrittrice e illustratrice.

Proprio per questa ragione desidero che il mio profilo raggiunga le persone, i brand, le case editrici giuste.
Altri profili che mi seguano davvero, che interagiscano, che siano molto più di semplici numerini. 

Uscire dal vortice del “pubblica almeno un post al giorno” mi dà modo di lavorare meglio sulle immagini e sulle didascalie.
Migliorando l’aspetto globale del mio feed Instagram ho così un ulteriore luogo online nel quale mostrare il mio lavoro e tutto ciò che vi gira attorno. 

Gli aspetti strettamente personali invece li tengo (come ho sempre fatto)
al riparo. 

Posso raccontare tutto quello che voglio su un viaggio, ma sarà difficile che dica con chi sono partita.
Uno perché non sono ingenua e so bene che un sacco di persone usano Instagram per raccogliere materiale da pettegolezzi (ehi, tu, ti vedo!), due perché sono immensamente gelosa dei miei rapporti più intimi, tre perché penso che la sovraesposizione sia noiosa. 

Parlo per me, è chiaro, non tutti i casi sono uguali.
Se miri a diventare influencer o lo sei già non seguirai certo questa linea che sarebbe controproducente. Idem se usi social e blog per condividere il tuo messaggio personale di vita (genere Matt Haig, per fare un esempio).
Stessa cosa, ancora, se gestisci un profilo in stile magazine che richiede aggiornamenti costanti e quotidiani. 

Per quanto riguarda le Instagram Story mantengo la stessa filosofia. 

Ne pubblico di più rispetto ai post e le mie preferite le salvo tra quelle in evidenza, ma sono sempre un numero ridotto e ben studiate. 

I risultati di un approccio soft nei confronti di Instagram, in sintesi, per me sono molto positivi. 

Guadagno tempo, riesco a curare meglio il feed, mi distacco emotivamente, mantengo il mio equilibrio e uso questo simpatico social network senza che diventi un tormento.

PS: Il mio Instagram ha appena ripreso vita dopo un restyling completissimo, perciò troverete poche foto. Se avrete la pazienza di seguirmi, però, prometto che pubblicherò tante cose belle!

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

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