Salone del Mobile 2019: Press Preview Marimekko & Superstudio Più

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Per il mio secondo Salone del Mobile di Milano ho scelto di condensare quasi tutto in due giorni, in modo da non ritrovarmi a impazzire in mezzo alle folli folle come accadde l’anno scorso. 

Ieri le prime due Press Preview:
quella di Marimekko e quella al Superstudio Più in Tortona.

Anche qui ho selezionato e mi è spiaciuto non accettare alcuni inviti molto allettanti, ma come già dicevo nel post di ieri questo è un periodo intenso e per riuscire a fare tutto devo selezionare severamente. 

Ho scelto Marimekko perché lo seguo da tempo e perché è un brand a 360° che mi affascina molto.
Fondata nel 1951 dalla textile designer Armi Ratia, Marimekko è una casa finlandese con una chiave stilistica riconoscibilissima fatta di fantasie, pattern, colori brillanti, design al contempo essenziali e moderni applicati sia su abiti che su oggetti e complementi d’arredo. 

Per il Salone del Mobile 2019, più precisamente per il Fuorisalone, Marimekko ha scelto di presentarsi con un progetto che personalmente ho trovato carinissimo.
Si tratta della Marimekko Shoppable Home, un vero e proprio appartamento tutto firmato Marimekko che rappresenta la quintessenza di quell’estetica scandinava che fa impazzire Pinterest. 

La casa, situata in via Palermo 5 nel pieno del Brera Design District, accoglie in stile Marimekko sin dal cortile interno.
Realizzata in collaborazione con Artek, icona del furniture design e la società Columbia Road specializzata in digital commerce, la Marimekko Shoppable Home è una sorta di boutique immersiva dove ogni oggetto esposto è anche acquistabile.

 

Per accedere all’appartamento si sale una graziosa scala a chiocciola che ha messo alla prova i miei nervi (ho una mezza fobia per le scale a chiocciola).

 

L’arrivo però mi ha ripagata: ho trovato infatti ad attendermi un terrazzino abitabile nel quale è stato allestito un tavolo apparecchiato per la colazione.
Non è possibile gustare il tipico pane di segale o i tortini di riso o il puuro, ma immaginarsi di farlo sì.

 

Entrando in casa ho capito subito che è stata scelta con un perché.
Una mansarda calda e accogliente, ma luminosa e contemporanea, che presenta per prima cosa la bella cucina che mette in mostra i design Oiva di Sami Ruotsalainen quest’anno al loro decimo compleanno.
Anche qui è stato facile vedersi ai fornelli, circondati di amici seduti a tavola che chiacchierano e ridono.

 

La stanza successiva è un colorato salotto, nel quale mi sarei volentieri rilassata a leggere un libro.
Magari proprio il bel mystery finlandese del 1979 Chi ha ucciso la signora Skrof? di Mika Waltari.

 

Dopodiché si passa alla camera da letto la cui essenzialità di base viene movimentata dai pattern a contrasto di lenzuola, federe e copri piumino.

 

Infine la toilette, così realistica nel suo allestimento da sembrare vera, che è stata per questo la stanza più divertente da visitare.
Spingendo la porta ho sentito infatti una voce in una lingua a me solo vagamente conosciuta che diceva qualcosa che ho interpretato come “occupato”. Quando sono entrata ho trovato un’elegante signora finlandese che rideva come una pazza e cercava di spiegarmi in un rigido inglese che si era immedesimata così tanto nella visita del bagno da sembrarle di dover difendere la propria intimità. Per la cronaca era dentro alla doccia, meno male che non credo avessero allacciato l’acqua.

Dopo la visita alla Marimekko Shoppable Home ho preso di nuovo la metro e sono andata in
zona Tortona al Superstudio Più. 

 

Qui ho potuto apprezzare la bella scenografia degli interni a tratti super contemporanea e a tratti opulenta di un’altra stella del nord: Normann Copenhagen. Ho amato in particolare divani, divanetti, poltrone e sedute in velluto e la divisione cromatica degli ambienti. 

 

Dopodiché mi sono immersa in Monochrome Monologue, l’esposizione coreana che giocava con il primordiale ed eterno contrasto tra bianco e nero, tra passato e futuro.

 

E dopo un po’ di zigzagare tra altri stand, ho finito la mia visita chiacchierando con la simpatica addetta alla comunicazione delle vetrerie Moser, il marchio di cristalli di Boemia fondato nel 1857 dall’incisore Ludwig Moser e da allora simbolo mondiale di lusso e ricercatezza. 

L’idea alla base delle collezioni presentate è quella di far rivivere i modelli che hanno fatto la storia e accompagnarli a oggetti dal respiro più moderno come i vasi colorati.
Se la mia passione sconfinata per l’antiquariato mi ha fatto brillare gli occhi e battere il cuore davanti ai calici originariamente ideati per la Regina Alessandra, moglie di Re Edoardo VII (in carica tra il 1901 e il 1910), sono riuscita lo stesso ad apprezzare anche le novità del prestigioso marchio della Repubblica Ceca.


 

La giornata di ieri è stata interessante, in tutta onestà molto più di quanto sperassi.
Vediamo cosa riserverà la visita di oggi in fiera
al Salone del Mobile!

{Images: Sara Ottavia Carolei}

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