Salone del Mobile 2019- Cosa ho visto e cosa ho amato in fiera

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Girando per Milano in questi giorni c’è una frase che si sente ripetere continuamente:
“La parte più bella del Salone del Mobile è il Fuorisalone”.
Ieri solo attraversando il ponte di ferro sul Naviglio Grande l’ho sentita due volte. 

Nonostante suoni ormai come un luogo comune è anche vera, perché come sosteneva una mia collega a Parigi i luoghi comuni alla fine lo sono sempre. 

Se non sapete di cosa parlo ve lo spiego subito:
per Salone del Mobile si intende la fiera che si svolge a Rho,
per Fuorisalone tutti gli eventi collaterali in città e per quanto possa sembrare strano vi assicuro che sono due realtà completamente contrapposte. 

Se in fiera si gira tra i vari stand nei padiglioni osservando, lasciatemelo dire, allestimenti che sembrano spesso uno fotocopia dell’altro, al Fuorisalone si sperimenta la parte più artistica, creativa e umana del design. 

L’anno scorso non ero stata in fiera e mi ero concentrata invece sul resto.
La redazione online di Elle mi aveva commissionato un reportage in chiave ironica dei frequentatori abituali e così mi ero concentrata sul seguire ed identificare i “tipi umani”.
(Lo trovate qui, anche gli sketch sono miei).

Visto che quest’anno non avevo articoli ufficiali da scrivere mi sono concessa un punto di vista molto più personale e ieri ho esplorato la fiera cercando quello che piace a me.
Partendo dal presupposto che non sono una grande amante del design contemporaneo e che invece impazzisco per l’antiquariato non era facile trovare cose che mi colpissero. 

Alla fine però qualcosa l’ho trovata.


Come l’allestimento super opulento di Guadarte, l’azienda spagnola di Sevilla nata nel 1980 come manifattura di ceramica e poi evolutasi nel tempo nel campo del design di lusso.
La casa ricreata da Guadarte mi faceva pensare all’appartamento di un ricco pubblicitario scapolo con la passione per il jazz che beve solo cognac Remy Martin. 


Molto interessante anche la fiorentina Sigma L2 che produce vasellame, lampade e complementi di arredo in ceramica piuttosto particolari.


Di un’altra casa di Firenze, Chelini, ho apprezzato invece l’ampio uso del velluto, i giochi di geometrie spezzate di lampade, librerie e specchi e i divanetti di velluto. 


Ho apprezzato molto lo sconfinato e classico lusso di Zanaboni, in particolare il salottino nel quale mi è venuto facile immaginare un elitario club del libro al femminile che si riunisce il mercoledì sera bevendo vodka martini, leggendo Colette e fumando Vogue sottili alla menta mentre ancor più sottili giochi di potere aleggiano nell’aria.


Molto carina anche la portoghese Alga Manufacture.
Ho amato l’idea originale della scritta al neon dietro alla testata del letto che cambia formando la frase “Heart wide open” che è poi la stessa che accoglie allo stand. E il mobile fondoletto di velluto color caramello con le frange.
Mi preoccupava l’idea che fosse un mobile contenitore (detesto i mobili contenitori), ma la gentilissima addetta stampa mi ha rassicurata e così è finito subito in cima alla mia wishlist per la casa. 


Per quanto non rientrasse strettamente nel mio gusto, la libreria arancio a tutta parete della danese Montana mi ha colpita parecchio.
Non la vedrei a casa mia, ma mi piacerebbe vederla in casa di qualcun altro arricchita da libri di arte e oggetti di design.
Ora che ci penso ho proprio un amico a cui suggerirla.


Delle sedute Quinti invece mi sono proprio innamorata follemente. Avrei acquistato tutto!
Insomma, come potrei dire di no a una palette calda così perfetta e al velluto?


Infine una nota anche per la cameretta super lussuosa per bambini della collezione I Sogni di Matilde dell’azienda di Perignano (PI) Dolfi
dove tra orsi giganti e vasche da bagno a forma di cuore avrei volentieri passato la notte anche se non sono più una bambina.


Ah e poi questo fantastico salottino che vedrei benissimo in una baita a Jackson Hole.
Purtroppo mi sono dimenticata di annotarmi di chi è, perciò se lo sapete ditemelo!


Questo è quanto.
È probabile che mi sia persa altre cose interessanti, ma come vi dicevo ieri questo periodo è molto intenso e non ho avuto il tempo di perlustrare la fiera da cima a fondo.
Se riuscirò farò un altro giro domani pomeriggio e se dovessi vedere altro che mi piace naturalmente lo condividerò con voi!

www.salonemilano.it

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

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