Che cosa significa essere scrittori nel 2019?

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Il processo di pubblicazione non è più lo stesso di dieci anni fa, così come non lo è nemmeno uno scrittore.
Il che dal mio punto di vista è un bene. Ci sono meno gabbie e la possibilità di esprimersi si ampia. 

So già che qualcuno di voi starà citando il compianto Umberto Eco quando a proposito dei social disse che 

«…danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.»

Se da una parte sono d’accordo con lui (e mi fa anche ridere), dall’altra penso che i social utilizzati nel modo giusto aiutino uno scrittore del 2019 a raggiungere con la sua voce un pubblico interessato e perché no, anche il successo. 

Ma sono soprattutto le possibilità di auto pubblicazione, ora di tutto rispetto a paragone di qualche anno fa, a farmi domandare che cosa significhi essere scrittori. 

Chiunque ora può pubblicare il proprio lavoro e avere la chance che qualcuno, magari anche un grosso editore, lo legga.
Credete che sia un male? Io no. 

Girovagando su Wattpad, per esempio, si possono trovare tante cose trascurabili, ma anche diverse che invece sono interessanti e con molta probabilità un tempo non avrebbero lasciato la scrivania di chi le aveva create. 

L’accesso al pubblico è più libero, così come quello a una carriera che possa ripagare anche economicamente. 

Detto ciò, credo che nell’osso il lavoro dello scrittore non sia cambiato affatto.
Ci sono tanti improvvisati, ma anche loro come quelli che vincono il premio Nobel per la letteratura, hanno seguito un procedimento a volte incredibilmente simile. 

Questa cosa mi affascina, mi stimola.
Sapere quello che stanno facendo tanti altri che come me non hanno (ancora ;)) un best seller pubblicato mi intriga tanto quanto mi intriga conoscere la storia dietro a un romanzo di successo mondiale. 

Scrittori del 2019, voi che ne pensate?

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

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