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Julie de Carneilhan (Colette)

La figura di Colette (1873-1954) è una delle più originali e trasversali nel panorama della letteratura europea degli ultimi cento anni.
Finora di suo avevo letto solo il celeberrimo Chéri (1920) e devo dire che Julie de Carneilhan (1941) è stata una bella sorpresa. 

È un romanzo piuttosto breve, come quasi tutti quelli scritti da Colette, incentrato sul personaggio della protagonista Julie e focalizzato molto più sulle sfumature che sulla trama. 

Sì, perché la trama di Julie de Carneilhan è piuttosto scarna ed è tutta qui: la cinquantenne seducente, libera, difficilmente ascrivibile a una categoria Julie si deve confrontare con un ex marito ricco, potente e un po’ ambiguo con il quale è rimasto vivo un fuoco sotterraneo che scoppietta a ritmo di battute sarcastiche e scontri velati. 

In questo romanzo, come dicevo, è il contorno a fare la storia.
I personaggi descritti con una sorta di distacco e una certa crudezza, i pensieri quasi mai lineari della protagonista, i suoi dubbi esistenziali che si mostrano attraverso azioni all’apparenza incoerenti. 

Julie de Carneilhan è un piccolo spaccato intimo della vita parigina sulla soglia della Seconda Guerra Mondiale, è il diario intimo ma a parer mio non sempre del tutto sincero di una donna che è consapevole del suo fascino, dei suoi limiti, delle sue debolezze, ma che ha anche il coraggio di ascoltare la sua più segreta essenza e seguirla. 

La voce irriverente e insolita di Colette in questo romanzo si sente forte e chiara e per quanto possa apparire semplice, dietro c’è stato un lavoro importante con molte correzioni e revisioni da parte dell’autrice. 

Fare un ritratto, infatti, semplice non lo è mai.
Così come incentrare un intero romanzo attorno a una figura dai tratti (credo) volutamente un po’ indefiniti. 

Lo consiglio a chi come me conosce Colette solo superficialmente e a chi sta lavorando a un suo romanzo e vuole studiare l’approfondimento dei personaggi.

PS: se conoscete un po’ di francese e volete approfondire l’analisi di Julie de Carneilhan, vi suggerisco questo articolo.

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

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