Il mio personale rapporto con la moda

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Mi sono sempre piaciuti i vestiti, sin da piccina, ma soprattutto mi è sempre piaciuto vestirmi.
Trovo super divertente creare abbinamenti, cercare di mettere insieme mise nuove e originali, mentre non mi piace molto spendere cifre astronomiche in shopping. 

Anzi, rovistare nei mucchi di abiti dei negozietti dell’usato, ripescare un vecchio top e trasformarlo per quanto le mie scarse doti di sarta lo permettano, riorganizzare il guardaroba rendendomi conto di quanti pezzi meravigliosi avevo dimenticato di possedere… questo per me è MOLTO più soddisfacente che strisciare la carta di credito 

Ho la fortuna di avere ereditato tanti splendidi abiti, scarpe, borse e accessori appartenuti a mia nonna e qualche anno fa di avere ricevuto in dono da un caro amico di famiglia la collezione strepitosa di sua madre che, fortuna ha voluto, avesse “la mia stessa corporatura” come direbbero Eva Kant e Diabolik.

Quando vivevo a Parigi invece ho fatto incetta di vestiti nei numerosi kilo shop della città, ovvero quei negozi in cui gli abiti si vendono a peso come fossero verdure. 

Non so se esista ancora, ma in caso doveste passare da Parigi date un’occhiata alla boutique di Saint-Germain-des-Prés. Lì ho trovato l’abito che indosso nella foto e che ho pagato meno di due euro!

Per il resto di tanto in tanto mi faccio un grosso regalo e quando devo investire dei soldi nella moda scelgo sempre le borse.
Anche in questo caso spesso passo prima dai vintage e second-hand. 

Mi piace moltissimo anche scambiare abiti, accessori e scarpe con mamma, zia, cugina e migliore amica che urrà urrà, hanno tutte il piedino piccolo come il mio. 

Ci sono stati periodi nei quali mi sono sentita più pigra riguardo ai miei look, periodi nei quali magari per insicurezza tendevo a sperimentare poco e andare sul sicuro con una sorta di “uniforme”: stivaletti neri di Acne, abitino al ginocchio e giacca di jeans. 

Da che sono entrata nei miei trent’anni invece le cose sono cambiate radicalmente e adesso non aspetto più un’occasione speciale per vestirmi bene.

Lavorando perlopiù da casa potrei a volte anche stare tutto il giorno in pigiama, ma non lo farei mai.
Ogni mattina infatti scelgo una mise diversa che mi renda felice quando incrocio la mia immagine allo specchio, anche se il mio programma è di restare incollata alla scrivania fino al tramonto.

Vestirmi è per me un gioco, un modo per assecondare il mio umore o per spingerlo verso l’alto quando lo sento a terra.

È un’altra forma di arte, per come la vedo io e mi aiuta tantissimo a tenere viva la creatività e la fantasia.


E voi? Che rapporto avete con la moda?

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

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