Writing

Lunedì di fuoco

Da quando ho scritto la parola “fine” nell’ultima pagina dell’ultimo capitolo del mio libro, sono cambiata da morire.
I mesi passati sono pochi, ma non importa. 

Rileggendolo ho capito che c’era molto, moltissimo lì dentro che non risuonava con la nuova me.
Quella più libera, più presente, più coraggiosa, più. 

Così ho chiamato il mio editor e gli ho detto che non mi sentivo di lanciarlo nel mondo così com’era, perché sarebbe stato come fare uscire una parte di me che era morta e sepolta. 

“Se ti rende felice, se ti elettrizza l’idea di rimaneggiarlo fallo.
Devi sentirlo tuo in ogni sfumatura. Ma non buttare tutto il lavoro che hai fatto.” Mi ha detto. 

Le sue parole mi hanno spinta ancora di più, mi hanno dato la conferma di essere sulla strada giusta, che la mia non era solo mania di perfezionismo, ma la legittima necessità di rivedere il libro e riadattarlo a chi sono ora. 

Così ho cominciato a riflettere su cosa non mi tornava, su cosa invece sì.
Su cosa eliminare e cosa aggiungere. Che cosa rielaborare e cosa riscrivere daccapo. 

Ingenua, pensavo fosse un lavoro MOLTO più semplice. 

E invece no.
Mi sono ritrovata con una sorta di strano e nuovo “blocco dello scrittore”, a riscrivere il plot duecento volte, a camminare avanti e indietro per la casa parlando a voce alta dei miei personaggi, a fare yoga all’1:30 di notte perché il calice di rosé sulla mia scrivania non mi stava aiutando come speravo a lasciarmi andare. 

Questa fase è durata due settimane intere, finché sabato ho avuto un’illuminazione, che non rivelerò né qui né a nessuno perché voglio conservare per me, ma che mi ha dato un mega calcio nel sedere. 

Oggi è lunedì, la scadenza si avvicina e sento il fuoco della scrittura che brucia mentre fuori, qui a Milano, c’è un tempo da lupi mannari. 

Sono ancora in parte spaventata dalla mole di lavoro, ma è una paura che adesso collabora attivamente al processo. 

Tutto questo per dire a me e a voi: troviamo il coraggio di essere nuovi, di liberarci, di essere chi vogliamo essere, di esprimerci come diavolo ci pare, di creare e dare al mondo qualcosa di davvero unico e nuovo come siamo noi. 

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

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