Ancient Egypt/Magic & Esoteric

Bastet, Dea Gatta

Bastet-SaraOttaviaCarolei-BLOG

Come vi promettevo su Instagram eccomi qui a parlarvi di Bastet, la Dea Gatta dell’Antico Egitto. 

Che i gatti fossero molto amati dagli antichi egizi non è certo una novità, i numerosi ritrovamenti archeologici di adorati micetti mummificati e quindi coccolati anche nel loro passaggio verso l’aldilà ne sono una prova.

(Mummie di gatto, periodo Romano (30 a.C. – 641 d.C.)
The British Museum, Londra ph. Sara Ottavia Carolei)

Il culto di Bastet, la divinità conosciuta come “Dea Gatta”, è però molto più articolato, complesso e sfaccettato di quanto si possa immaginare. 

Già nella mia illustrazione potete leggere alcune parole chiave che riguardano Bastet e notare che due tra loro in particolare sono in contrasto. 

Si tratta di “Protector” (protettrice) e di “avenger” (vendicatrice). 

La natura di Bastet, il cui nome originariamente era B’sst che poi divenne Ubaste, Bast (alcuni ancora la chiamano così) e infine il più diffuso Bastet era infatti, soprattutto in principio, duplice.
Nelle sue prime apparizioni durante il Periodo Protodinastico (3000 a.C. – 2650 a.C. circa) veniva raffigurata sia in forma di gatto che di creatura con corpo di donna e testa di gatto. Questa seconda immagine verrà poi generalmente a identificare la “gemella malvagia” di Bastet ovvero Sekhmet, la Dea Leonessa anch’essa figlia di Ra il Dio Sole.

Bisogna tuttavia tenere a mente che la mitologia egizia è altamente complessa.
Molto spesso una divinità ha più facce, più significati simbolici, più storie, più origini e non è sempre semplice comprenderne fino in fondo le molteplici caratteristiche.
Gli aspetti e le narrazioni connessi agli Dei egizi sono anche soliti cambiare con il corso della storia, con il succedersi delle epoche e delle dinastie. 

È il caso di Bastet e Sekhmet, in certi casi viste come due entità separate, in altri come “parte luce” (Bastet) e “parte ombra” (Sekhmet) della stessa Dea. 

Oggi però non mi soffermerò sui percorsi labirintici e sulle interpretazioni non sempre concordi della storia di Bastet, ma sulla indiscutibile e universale importanza che ricopriva nella terra dei Faraoni.
Quello che è certo appunto è che per gli egizi il culto di Bastet fosse uno dei più forti.

Diffusosi in particolare a partire dalla II Dinastia (Periodo Protodinastico) era tanto sentito da far loro dedicare a Bastet una città, Bubasti, presso il Delta del Nilo che oggi corrisponde alle rovine di Tell Basta. 

Bubasti (in egiziano antico Pi-Bastet, letteralmente “il dominio di Bastet”) fu capitale del XVII nomo* del Basso Egitto e ogni anno presso il tempio principale vi si celebrava una festa molto partecipata, in particolare dalle donne, durante la quale si offrivano doni e si pregava la Dea Gatta. Anche lo storico greco Erodoto vi prese parte attorno al 450 a.C. (per l’Egitto siamo nel Periodo Tardo) e ha raccontato nelle sue Storie (non su Instagram ahahah) di centinaia di persone che in barca raggiungevano Bubasti suonando e cantando e ballando, bevendo “più vino di vite che in tutto il resto dell’anno” eccetera eccetera. 

Oltre agli eccessi della festa, la venerazione per Bastet veniva portata avanti anche durante il resto dell’anno in modi meno folli e scatenati.

Bastet proteggeva le donne, le nascite, era Dea dell’amore, della passione, della fecondità, della casa, dei piaceri, della resistenza fisica, della gioia…

Nell’Antico Egitto chi maltrattava i gatti era severamente punito (ispiriamoci a loro, per favore!) e come dicevo all’inizio del post spesso anche a i mici in quanto animali sacri era riservata la mummificazione.

Innumerevoli raffigurazioni di Bastet in forma di statuine, pitture, amuleti sono arrivate a noi e oggi riempiono i musei di tutto il pianeta a testimonianza di una devozione diffusa, radicata e appassionata. 

Il racconto su Bastet per oggi si ferma qui, ma non temete perché i miei studi sulla Dea Gatta dell’Antico Egitto invece proseguono eccome e quindi mi sentirete spesso riparlare di lei!

* I nomi erano le comunità locali in seguito divenute province

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🐱👁🙏🏽

“Bastet” QUI:

www.etsy.com/BibiduniPrintable/Bastet

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei/Bastet, 2020, Shop}

*Sara Ottavia Carolei

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