Writing

Recensioni negative: suggerimenti e pensieri

Recensioni negative: suggerimenti e pensieri - Sara Ottavia Carolei

Recensioni negative: suggerimenti e pensieri

Care anime, mi sono finalmente decisa ad affrontare l’argomento insidioso delle recensioni negative!
Questo post è pensato in particolare per le mie colleghe autrici e i miei colleghi autori, ma può allargarsi anche ad altri generi di attività.

Era da tempo che l’idea di dedicare un articolo sul blog alle recensioni negative mi solleticava. La spinta decisiva, devo ammetterlo, è arrivata qualche giorno fa quando ne ho ricevuta una che mi ha particolarmente colpita. 

Non era la prima e non sarà nemmeno l’ultima, ma mi ha fatto venire voglia di fare qualcosa di più che leggerla, rimanerci un po’ male e poi andare oltre. Mi ha fatto venire voglia di costruire una vera e propria strategia per affrontare le recensioni negative e di condividerla con voi! 
Prima di raccontarvi la mia strategia, vorrei fare una considerazione.

Come dicevo sopra le recensioni negative sono un evento fisiologico. Il caro vecchio adagio del “non si può piacere a tutti” è sempre valido e va tenuto in considerazione. Detto ciò, da lettrice, quando un libro non mi piace solitamente tendo a non riservargli alcun tipo di commento pubblico.

E, se proprio mi viene voglia di parlarne, cerco di sottolineare anche gli aspetti positivi e di non scendere mai al di sotto delle 3 stelline. Lo faccio per rispetto nei confronti del lavoro e dell’amore che ci sono dietro a un libro e perché, stavolta invece lo dico da autrice, prima che una recensione da 1 o 2 stelline si trasformi in utile ci vogliono tempo e fatica. Tempo e fatica che, a parer mio, si potrebbero investire in un modo più allegro.

Sono profondamente convinta che tutti noi possiamo fare molto meglio per aiutarci a crescere a vicenda che riservarci colpi duri!

Se la recensione è da fare obbligatoriamente, come nel caso di blogger di libri e recensori su magazine, una buona idea è distaccarsi il più possibile dalle opinioni personali e mantenersi razionali. Insomma, un conto è se il libro non ci è piaciuto perché la protagonista ci stava antipatica, un conto è se è pieno di evidenti ripetizioni e il lessico è povero. Nel primo caso meglio sottolineare che siamo noi a non essere entrati in empatia con il personaggio, nel secondo caso non sarebbe male presentare “prove” concrete.

Per quanto riguarda i consigli, invece, io li trovo quasi sempre fuori luogo. Non mi salterebbe mai in mente di suggerire a un’autrice o a un autore come e cosa migliorare nel suo romanzo. Non sono la sua editor, né la sua correttrice di bozze, né la sua beta reader.

So che la mia è un’opinione a dir poco impopolare, so che a molti piace scrivere in privato agli autori per dire che cosa a parer loro non ha funzionato e che sono sinceramente convinti di compiere un’opera di bene, ma pensateci. Di nuovo si tratta di un parere personale e, peggio ancora, dispensando consigli si entra proprio nell’intimo del lavoro di uno scrittore e del suo team. Si entra senza essere stati invitati. Anche se si tratta di esordienti, si dimostra poco tatto e poca educazione infiltrandosi nel loro lavoro e presumendo di sapere meglio di chi li affianca come lavorare. Se vogliono consigli, li chiederanno o li estrapoleranno dalle recensioni (negative o positive che siano.) Dubito che andreste dal vostro dentista a suggerirgli come praticare meglio un’estrazione dentale. Lo stesso vale per gli scrittori che leggete. 

🌸 Ma ora, care scrittrici e cari scrittori, parliamo della mia strategia per affrontare le recensioni negative. 🌸

PRIMA DI LEGGERE UNA NUOVA RECENSIONE, PRENDITI UN MOMENTO 

Usa questo tempo per ricordarti chi sei, perché scrivi, come sei arrivata a pubblicare. Centrati, trova il tuo equilibrio, radicati. In questo modo, che le parole che la recensione contiene siano belle o meno, avrai abbastanza forza per leggerle senza farti scombussolare. 

ESTRAPOLA DALLA RECENSIONE TUTTO CIÒ CHE PUÒ ESSERTI UTILE A CRESCERE

E qui torniamo alla faccenda dei consigli. Vedi? I consigli puoi ricavarli tu. Per esempio nella famigerata ultima recensione negativa che ho ricevuto, la lettrice in questione diceva di avere trovato il libro “una noia totale”. Una spinta per me per rendere le trame ancora più avvincenti. Invece la maggior parte delle recensioni positive che ricevo parlano con amore delle mie descrizioni. Dunque, scelgo di lavorarci sopra per renderle ancora più evocative.

RINGRAZIA E PASSA OLTRE

Anche la peggiore delle recensioni, la più aggressiva, la più dolorosa, se è arrivata significa che quella persona ha letto il tuo libro e si è presa il tempo di parlarne. Chiaro che se lo ha fatto in termini entusiastici sarà per te più semplice ringraziare, ma ringrazia anche se ha detto che il tuo romanzo proprio non è piaciuto. Se sono stati usati toni maleducati e irrispettosi, pazienza. Può starci assolutamente fare notare che con gentilezza il messaggio sarebbe arrivato e anche chiaro, ma è facile che si finisca a scontrarsi con qualcuno che ha voglia di guerra. Dunque, con leggerezza, meglio lasciar stare e andare oltre. 

METTITI SUBITO AL LAVORO!

Per me non esiste niente di più rinfrancante, quando ricevo un colpo, che mettermi al lavoro per migliorare. Come dicevo sopra, le recensioni possono trasformarsi in valide alleate per crescere. Rituffarmi subito nella scrittura è un modo di onorare le mie fatiche. 

SII LA PRIMA A RECENSIRTI

Ricordati che devi essere fiera di ciò che pubblichi. Se non lo sei, non pubblicarlo o almeno non ancora. Semplice, vero? Personalmente fino a che i miei scritti passeranno la mia (severa, alquanto severa) selezione e avranno la mia positiva recensione, allora sarò contenta. Vale lo stesso anche per te? Fai in modo che sia così. E non lasciare che nessuno dica che sei presuntuosa. Ci hanno inculcato questa dannosa idea che stimarci e avere in alta considerazione noi stesse sia da presuntuose. Non lo è. Se è socialmente lecito apprezzare e adorare il lavoro altrui, che sciocchezza sarebbe non dedicare lo stesso amore al nostro di lavoro? E ricordiamoci che, come dice la mia favolosa amica e strepitosa beta reader (che in quanto tale potrebbe tranquillamente dispensare consigli, ma comunque si astiene dal farlo perché è intelligente e delicata) “i libri non si scrivono per i lettori”. Certo che una volta pubblicati diventano di tutti, certo che verranno amati o detestati, ma se mi è piaciuto un libro non significa che l’autrice o l’autore abbiano fatto ciò che dovevano fare. Al contrario, se il libro non mi è piaciuto, non significa che il lavoro di chi lo ha scritto non sia stato buono.

PS: Ci tengo a ringraziare l’autrice Edy Tassi. Sono incappata in questo articolo sul suo fantastico blog mentre cercavo ispirazioni e idee originali per creare la mia strategia e l’ho trovato fenomenale. L’ho contattata per dirglielo e lei è stata dolcissima. Un’ennesima prova che noi autrici, quando ci diamo una mano a vicenda, siamo una vera potenza!

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Un abbraccio magico a voi! 

🌸

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

*Sara Ottavia Carolei

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