Scrivere un romanzo: le ambientazioni conosciute

🌎📌✍🏼🧡 Care anime scrittrici, vi avevo promesso che saremmo tornate sull’argomento ed eccoci qui! Oggi vi parlo delle mie personalissime regole per lavorare a un romanzo con ambientazioni conosciute.

In questo post di mercoledì 9 marzo condividevo i miei pensieri sull’ambientazione e sull’importanza dello scenario in una storia. Se non lo avete ancora letto, vi consiglio di partire da quello e poi di tornare qui. 

🌎📌✍🏼🧡 In quelle che io chiamo “ambientazioni conosciute” rientrano tutti i luoghi del manifestato: città presenti sulle cartine geografiche, ristoranti dove cenare, strade percorribili, biblioteche che richiedono una tessera per prendere in prestito i libri, mari nei quali tuffarsi, panchine panoramiche sulle quali sedersi e ammirare un paesaggio. Sono posti tangibili, visitabili e visitati, non creati dalla fantasia, che possono venire inseriti nella trama così come sono oppure modificati. 🌎📌✍🏼🧡 

Quando scegliete di utilizzare ambientazioni conosciute per i vostri romanzi, io vi suggerisco di tenere in considerazione alcuni aspetti e di porvi alcune domande maestre. 

🌎📌✍🏼🧡 HO SOTTO MANO QUESTI LUOGHI?
Quando ho scritto il primo volume de I misteri di Amelia Montefiori, “Tulle, scorpioni e fantasmi”, vivevo a Milano, a pochi passi dalla casa della mia protagonista. Conoscevo e conosco il quartiere, così come conosco tutte le zone milanesi che ho descritto nel libro. Nonostante avessi grande familiarità con le ambientazioni ho comunque esplorato più e più volte ogni angolo, fatto fotografie, preso appunti, realizzato schizzi, approfondito con ricerche. Una parte della storia, invece, è ambientata nella riviera ligure. Una zona che mi era già piuttosto familiare all’epoca, ma che per essere accurata ho visitato tre volte durante la fase di ricerche. Invece in “Magici intrecci a Violet Bay”, il Magical Romance autoconclusivo uscito a novembre 2021, Holly Cromwell vive a Manhattan in un appartamento su Madison Avenue che – guarda un po’ – ho localizzato esattamente dove era localizzato il mio appartamento a New York. Dopodiché il resto della trama prende vita nel Maine, che ai tempi avevo raggiunto percorrendo la stessa strada di Holly. Certo, sono passati anni da quando mi trovavo lì sul posto a quando ho scritto “Magici intrecci a Violet Bay”, ma le memorie erano vivide ed era abbondante il materiale (fotografico e non) raccolto da me in prima persona. Lo stesso vale per il terzo libro della serie I misteri di Amelia Montefiori, che per il momento posso anticiparvi solo che si svolge a Londra. Con questo discorso intendo dire che – a mio sentire  – è preferibile scegliere un’ambientazione conosciuta che lo sia davvero. Ambientare un romanzo a Cape Town senza averci mai messo piede può rivelarsi tanto rischioso, anime belle! So che sono in molti a farlo e se lo fanno con rispetto e dedizione va benissimo, lungi da me giudicare. D’altronde nella storia della nostra letteratura abbiamo il luminosissimo esempio di Emilio Salgari (1862-1911). Un romanziere d’avventura straordinario che non ha mai lasciato i confini dell’Italia, pur ambientando le sue storie in India, in Africa, in Malesia. Salgari a parte, però, se potete io vi consiglio con il cuore di tastare, annusare un territorio e le sue vibrazioni fisicamente prima di sceglierlo per la vostra storia. 

🌎📌✍🏼🧡 CHE LIVELLO DI FAMILIARITÀ HO CON LA MIA AMBIENTAZIONE?
Potreste decidere di ambientare il vostro romanzo nel paesino dove siete nate e cresciute, che sapreste descrivere a occhi chiusi nei più microscopici dettagli. Ma se questa estrema familiarità vi impedisse di fare entrare in quella atmosfera una lettrice che non vi ha mai messo piede in vita sua? Voglio dire che, in questo caso, il dare per scontato è un pericolo dietro l’angolo. Prestate particolare attenzione, osservate i vostri luoghi con occhi diversi, cogliete tutti i dettagli che solo voi potete cogliere e poi mescolateli con un nuovo punto di osservazione per renderli più vivi!

🌎📌✍🏼🧡 VOGLIO UNA DESCRIZIONE FEDELISSIMA O MI CONCEDERÒ ALCUNE LICENZE?
In “Tulle, scorpioni e fantasmi” alcuni posti li ho inventati e plasmati a mia preferenza, senza compromettere l’anima e la composizione della città. Per esempio la Libreria Occhilupo di zia Melissa, il Coven Café, bar di riferimento di Amelia, zia Melissa e Jeff. O il Centro Yoga Padma che Amelia frequenta. Si tratta di posti non manifestati nel concreto, posti che vivono in un limbo tra i conosciuti e gli immaginari. Non sono visitabili, ma sono collocati in strade che invece lo sono e potrebbero benissimo esistere. Perciò sì, mi sono concessa alcune licenze, piccole licenze. E me le sono concesse anche per il terzo di I misteri di Amelia Montefiori, ma ne parleremo a tempo debito. 

🌎📌✍🏼🧡 CHE ANGOLAZIONE DESCRITTIVA SCELGO?
Uno stesso luogo può essere leggero e spensierato in un romanzo e cupo e angosciante in un altro. O può addirittura essere entrambe le cose insieme, certo! Qualunque sia la vostra scelta, io trovo che sia molto importante avere chiara in mente l’angolazione descrittiva prima di cominciare a scrivere. Anzi, penso che bisognerebbe conoscerla prima ancora di cominciare a fare ricerche! Ovviamente dipende in larga parte dal genere del vostro romanzo, ma dipende soprattutto dalle emozioni che intendete suscitare attraverso l’ambientazione. 

Un abbraccio magico a voi! 

🌎📌✍🏼🧡

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

*Sara Ottavia Carolei

💌 Ti è piaciuto questo post? Lo hai trovato utile?
Spargi la voce, condividilo con altre anime e fammelo sapere.
Il tuo supporto è prezioso! 🙏🏼

Condividi con noi il tuo sentire! 💟