Gratitudine & riconoscenza

🙏🏽🌸😊☀️ Felice lunedì e felice portale del 4.4.22, anime magiche! Spero che il vostro fine settimana sia stato arricchente ed evolutivo. Oggi mi è venuta voglia di parlare con voi di gratitudine e di riconoscenza, due concetti fratelli che amo moltissimo. 

Per “gratitudine” io intendo uno stato perenne che mi porta ad apprezzare la vita nella sua globalità. Nei momenti di gioia e nei momenti di tristezza, nei passaggi che filano lisci e negli ostacoli incastranti. Sono grata di avere un corpo fisico nel quale mi sono incarnata e che mi permette di esplorare il manifestato attraverso i cinque sensi principali, per cominciare. Sono grata che questo corpo fisico sia sano, funzionante e armonico. Così come sono grata per le sue imperfezioni, per le sue fragilità. Non significa che mi vada bene tutto o che io escluda, reprima o eviti di ascoltare ciò che non mi piace. Il mio stato di gratitudine include proprio il saper ascoltare, vivere, ma poi lasciar fluire le emozioni – qualsiasi sfumatura esse abbiano – e fare in modo che anziché affossarmi o bloccarmi siano funzionali alla mia crescita. È una gratitudine indipendente dalle circostanze. 
Per “riconoscenza” invece intendo l’atto di ringraziare, fermandosi ad ascoltare la pienezza di un’esperienza. A volte la riconoscenza arriva a noi immediata e così nell’immediato la portiamo fuori. Come quando un’altra anima è particolarmente gentile con noi e il nostro Cuore si riempie di riconoscenza nei suoi confronti. A volte invece la riconoscenza arriva con il tempo e deve superare diverse traversie prima di prendere posto nel nostro Cuore. Come quando abbiamo uno scambio con qualcuno che ci tratta con poca gentilezza.

🙏🏽🌸😊☀️ Volete esempi di vita vissuta? Eccoveli qui.

Riconoscenza immediata: Io e il signore del banchetto al mercato di quartiere che vende le piante e i fiori ci siamo stati simpatici da subito. Venerdì scorso, dopo avere chiacchierato sul come prendersi cura della Primula obconica e averne acquistata una piantina, me ne ha regalata una di basilico. Nell’allungarmela aveva gli occhi lucidi di felicità, io l’ho ringraziato moltissimo e sono tornata a casa piena di gioia. Lui ha mostrato immediata riconoscenza nei miei confronti perché ho dato fiducia alla sua attività, perché ho ascoltato i suoi consigli e perché ho avuto voglia di avere uno scambio con lui. Io ho mostrato immediata riconoscenza nei suoi confronti perché è stato gentile e generoso. 
Riconoscenza a posteriori: qualche anno fa mi è stato commissionato un lavoro di illustrazione da parte di una casa editrice. Ho fatto le ore piccole per consegnare, disegnando persino il giorno di Natale. Di punto in bianco l’editore ha deciso di chiudere il progetto e anziché corrispondermi la cifra pattuita mi ha liquidata con un “magari ci sentiremo per altre collaborazioni”, cosa che non è mai avvenuta. Al principio ero fortemente abbattuta, come è naturale che sia. Avevo creduto nel progetto, mi ero messa in gioco, avevo investito una quantità spropositata di energie. Dopo avere ascoltato queste sensazioni anziché soffocarle, qualche settimana dopo è arrivata un’onda di gratitudine potentissima che sento ancora oggi. Se quell’esperienza non fosse mai capitata, io ci avrei messo molto di più per capire alcune cose imprescindibili per chi lavora da indipendente. Ho imparato infatti a cominciare un lavoro solo con un contratto firmato da entrambe le parti e con patti chiarissimi. Ho imparato a investire una sana ed equilibrata dose di energie in ogni progetto senza mai esagerare, senza mai sfruttarmi. Ho imparato che a volte dietro una facciata di gentilezza (come nel caso del mio referente per quel lavoro) si nascondono ipocrisia e disonestà. 

🙏🏽🌸😊☀️ Tra le credenze che custodisco nel Cuore, anime belle, c’è quella che ogni accadimento sia potenziale fertile per la mia evoluzione. Che sia gioioso, ostile, noioso… Tutti hanno però bisogno di essere compresi, ascoltati e metabolizzati. Andare oltre le emozioni non significa reprimerle (non mi stancherò mai di ripeterlo), ma viverle senza che siano loro a padroneggiare. 🙏🏽🌸😊☀️

Così come andare oltre la mente non significa spegnere il cervello, ma farlo diventare un alleato anziché un prepotente che sceglie tutto lui. Così come andare il manifestato non significa dimenticare il piacere del contatto o i godimenti materiali, altroché! Significa essere coscienti che questo corpo fisico è la casa che ci ospita durante il meraviglioso passaggio istruttivo sul Pianeta Terra. 

🙏🏽🌸😊☀️ Attraverso la gratitudine e la riconoscenza siamo in grado di trasmutare e di connetterci, di crescere e di esplorare. 🙏🏽🌸😊☀️ 

PS: Quella in foto è una bellissima Azalea (Rhododendron obtusum – amo i nomi botanici in latino) e “ufficialmente” non simboleggia la gratitudine, ma la bellezza e la tentazione. Io credo però in una simbologia che in certi casi sa superare il globale per entrare nel vissuto personale e lì creare nuove connessioni. Per me, infatti, l’Azalea ha di recente assunto un significato di gratitudine piena e quindi oggi ho scelto lei come immagine protagonista. I motivi mi piace tenerli segreti, ma ho voluto lo stesso condividerla con voi, anime dolci!
Se cercate un fiore che simboleggi “ufficialmente” (le virgolette le trovo doverose 😉) la gratitudine allora vi consiglio la Dalia (Dahlia). 

Un abbraccio magico a voi! 

🙏🏽🌸😊☀️

{Cover Image: Sara Ottavia Carolei}

*Sara Ottavia Carolei

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