Frasi magiche di Amelia Montefiori

🖤🔮💎🔍🐈⭐️🏺🎀🌙 Anime care! Nell’attesa di presentarvi il terzo volume della serie I misteri di Amelia Montefiori, il cui acronimo del titolo è PUTDC, ho raccolto per voi quasi 50 frasi magiche di Amelia Montefiori tratte dai primi due romanzi: “Tulle, scorpioni e fantasmi” e “L’isola dei tarocchi”.
Cosa intendo per “frasi magiche”? Sono frasi che la mia protagonista pronuncia all’interno dei libri, che pensa, che sono legate a sue sensazioni. A volte hanno l’intento specifico di una formula, altre volte no, ma sono sempre cariche di significati (appunto) magici. La mia idea oggi è prendere in prestito queste frasi dalle storie che Amelia Montefiori vive e portarle a voi come pensierini, affinché possiate usarle come fossero incantesimi, tracce, consigliere! Perché come dice il suo migliore amico Jeff: “le parole sono formule magiche. Quello che dici, crei.”
 

Da “Tulle, scorpioni e fantasmi”, I misteri di Amelia Montefiori, Vol. 1

 “Che questa notte illumini il mio cammino.”
L’universo intero si mise a splendere come se stesse venendo ricoperto da una pioggia rosa glitter.
“Amelia aveva paura del luogo in cui l’alchimia con Enrico avrebbe potuto trascinarla, ma era pronta ad affrontare il rischio.”
“Sono abituata a un sacco di stranezze, molte più di quelle che immagini.”
”In generale alterarsi quando c’è intorno un fantasma è pericoloso.”
C’era qualcosa che cominciava pian piano a emergere nei pensieri di Amelia. Una sorta di connessione che superava i piani del materiale e dell’immateriale…
Ventuno, il numero che simboleggia la verità. Amelia non lo aveva scelto certo a caso.
“Anche io ho timore, è naturale, ma bisogna essere calmi per accogliere uno spirito, soprattutto quando non è uno spirito tranquillo.”
“Come già sai le manifestazioni paranormali sono imprevedibili, così i metodi di apparizione.”
“La concentrazione deve essere totale, dobbiamo essere presenti. Davvero, presenti.”
Misteriosa. La stessa cosa che si era detta allo specchio indossando la mantella.
“E io sono una strega.”
“Non mi lascio trascinare in niente in cui io non mi voglia lasciar trascinare.”
Amelia tacque, lo osservò cercando di distaccarsi da tutto. Anche da sé.
Amelia era in grado di andare oltre a strati di maschere, di parole, di sguardi, di gesti e leggere quello che c’era scritto sotto.
E la sensibilità estrema che lei possedeva non era una cosa che si conquistava così, che compariva. Andava coltivata.
Una sorta di codice deontologico della magia le impediva di sfruttare troppo l’ascendente che aveva sugli altri.
“Sensazioni.” La sua parola magica preferita.
“E saprai che i ciclamini sono amuleti contro le maledizioni.”
In fondo, anche di una semplice felpa si sarebbe potuto dire che fosse un “oggetto di uso esoterico”. Per Amelia, infatti, portare quel capo era ogni volta una piccola esperienza di purificazione, in grado di donarle forza e calore.
Tentò di provocarla e di incoraggiarla allo stesso tempo, di nutrire la famosa vanità degli spiriti.
Misteri, molti misteri intorno ad Amelia. Sempre e da sempre. 

Da “L’isola dei tarocchi”, I misteri di Amelia Montefiori, Vol. 2

Anche la sera prima di partire Amelia aveva letto i tarocchi, ma non per trovare risposte sulla propria vita sentimentale. Le donne della sua famiglia le avevano insegnato a non farlo perché poteva essere pericoloso, fuorviante.
Fuoco, aria, terra, acqua. I quattro elementi insieme nella loro fusione più aggraziata e melodiosa.
Quel luogo parlava sottovoce usando un alfabeto arcano, ma parlava a lei.
“Sì, quello che servirebbe è purificazione. Acqua salina, Indiana. Acqua salina.”
Un istante prezioso, pensò guardando le onde infrangersi sulla battigia. Quello che stava vivendo era un istante prezioso.
Seguì il mare nei suoi moti piccoli e grandi che sapevano cambiare accarezzati dai venti.
Nell’aria che Amelia respirava chissà quante particelle di lei si muovevano.
Il venticello che entrava e che adesso muoveva le foglie di una medinilla rendeva tutto inspiegabilmente perfetto e piacevole e… giusto.
Si perse con lo sguardo nei ghirigori, nei rametti arrotolati, nelle inflorescenze stilizzate… finché divennero una forma unica, un occhio.
Passò le dita sugli Arcani lasciandosi andare alle sensazioni.
Scelse un paio di orecchini con smeraldi, per compensare l’avere nascosto l’amuleto dentro lo scollo dell’abito. Non le andava di tenerlo esposto quella sera. Preferiva sentirlo vicino alla sua pelle e lontano dagli occhi altrui.
Sentiva odore di avventura e di una missione superiore che solo lei poteva compiere. Era indefinito, era magia.
L’intero mondo si fermò mentre la percorreva con lo sguardo, mentre disegnava un intreccio di fili colorati visibili solo a loro.
Immersa nell’acqua, insieme a lui, con la pace del tramonto che accarezzava ogni cosa e l’idea delle sirene che cantavano, provò una gioia che mai si sarebbe aspettata.
“Pavimento, soffitti, decori e mobilio lasciate che le oscurità vadano in esilio.”
Rimescolò nuovamente le carte e poi, con prudenza, vi fece cadere sopra un unico pizzico di polvere.
Per circoscrivere la zona in cui cercare, Amelia si era aiutata con il pendolo di cristallo, con una formula trovata sul suo librone degli incantesimi e con una mappa cartacea dell’Isola di Esperanza.
Amelia andò vicina al libro. Le pagine parvero scivolare dalla rilegatura che le imprigionava, i disegni staccarsi.
Amelia prese i tarocchi, li mescolò. Velocemente, sempre più velocemente. Incanalava nei gesti le energie che circolavano, mentre chiedeva all’Universo e alle creature sue alleate di assisterla, di darle un segnale forte, ché non c’era più tempo e lei era stanca.
Nessun demone, neppure il più tenace, sarebbe sopravvissuto.
“Se c’è qualcuno che mi può illuminare, che possa presto parlare.”
Si riferiva alla capacità di ipnosi magica che le aveva visto mettere in pratica in passato, una capacità che Amelia usava solo in momenti di emergenza.
Alcuni suoni esterni cominciarono a permeare lo strato invisibile dell’incantesimo, segno che era prossimo a svanire come le energie potenti che Amelia vi aveva investito.
Travolta da quell’onda pericolosa e potente, Amelia si confessò ogni minuscola verità.
Amelia si rendeva conto che il suo famiglio aveva intuito ogni cosa prima di lei. E che, mentre l’aiutava a collegare gli indizi, l’aveva spinta a evolversi come strega.
Un tremito potente alle ginocchia le diede prova della presenza dell’Universo al suo fianco. 

Un abbraccio magico a voi! 

👻 TULLE, SCORPIONI E FANTASMI 👻

⭐️L’ISOLA DEI TAROCCHI⭐️

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{Cover Image: Sara Ottavia Carolei (I misteri di Amelia Montefiori, Vol.1 + Vol.2)}

*Sara Ottavia Carolei

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